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La sessualità nel Medio Evo: la concezione cristiana
Le idee cristiane raggiungono Roma nel momento in cui, sotto Nerone, la città vive una crisi profonda. Con il richiamo alla rinuncia, alla povertà e alla castità, tali idee si scontrano con il buon senso del romano il quale, se pensa l'eternità, non può raffigurarla che come il godimento eterno dei beni terreni, intellettuali e morali. Egli è profondamente colpito dalla dottrina cristiana, e con tutta sincerità qualifica i suoi proseliti "nemici del genere umano". Si tratta per i romani dell'annullamento di quei valori tradizionali che avevano decretato la grandezza stessa di Roma. A quest'angoscia, legata ai costumi e ai modi di vita, si aggiunge anche un'angoscia di natura sessuale, provocata dalla tesi circa l'indissolubilità del matrimonio e dall'interdizione assoluta del divorzio. San Matteo aveva scritto che si poteva ripudiare la moglie che tenesse una cantina condotta, ma Marco, Paolo e Luca sostengono l'indissolubile età anche in caso di sterilità. Subito dopo, con San Paolo, farà la sua comparsa il tema dell'astinenza. In effetti, i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio non erano stati nominati neanche da Gesù. La legge ebraica esigeva la verginità delle ragazze ma non quella dei giovani, poiché, com'abbiamo già visto, era tollerato un certo tipo di prostituzione.

Secondo le nuove direttive il giovane, non potendo accostarsi alle fanciulle vergine, né alle donne sposate, né alle prostitute, doveva optare per l'ascetismo. È così che l'ascetismo, con la rinuncia dei beni materiali e l'amore per il prossimo anche se nemico, entra a far parte di quella corazza morale che permette la resistenza passiva e che dà il coraggio di subire le persecuzioni.

Solamente molto più tardi, quando il numero dei proseliti aumenterà e la religione cristiana si darà una struttura organizzativa, si ricorrerà per la repressione sessuale all'antica invenzione persiana del diavolo, con tutta la distinzione psicosomatica che essa comporta fra spirito-purezza, che proviene dal Cristo, e carne-impurità, che proviene da Satana. Il peccato originale non è più allora, come nell'antica tradizione, il peccato di conoscenza e di concorrenza con Dio, ma all'atto carnale stesso. Legata al peccato, la trasmissione della vita implica un peccato e ereditario e trasferibile. È l'inizio della proibizione del sesso e dell'associazione del timore metafisico del desiderio fisico. Il risultato di questa progressiva evangelizzazione fu innanzitutto un rafforzamento dei legami familiari e della posizione sociale della donna, che diventa in questo modo una diffonditrice della dottrina. D'altra parte, l'aumento delle coppie sterili, la diminuzione dello spirito d'iniziativa e di commercio contribuirono aumentare la povertà e ad affrettare la decadenza dell'impero romano d'Occidente.

pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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