|
Home / Informazioni generali
/ Malattie sessualmente trasmesse
Hiv
A
cura della LILA
Chi
deve sottoporsi a questo test?
Chiunque
pensi di aver tenuto un comportamento a rischio, o di potersi
essere infettato. Raccomandiamo
di sottoporsi al test in questi casi:
-
si
è fatto uso di stupefacenti per via endovenosa, o si ha un
partner che lo ha fatto
-
si
è già contratta un’altra malattia a trasmissione sessuale
-
si
è praticato sesso non protetto con una persona che non si
conosce o che può aver tenuto comportamenti sessuali a
rischio
-
si
è in gravidanza, o si sta pianificando una gravidanza
L'infezione
è trasmissibile per contatto diretto con liquidi biologici
infetti che devono trovare una porta di accesso nell'organismo di
una persona sana (ferite, lesioni). Gli unici liquidi biologici
dell'organismo umano in grado di trasmettere l'infezione sono
sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno.
L'infezione da HIV si
trasmette in tre modi:
-
Per via
sessuale, sia omosessuale che eterosessuale
Il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni vaginali
quindi ogni rapporto sessuale non protetto è potenzialmente a
rischio di infezione.
-
Per
via ematica
(scambio di siringhe, utilizzo in comune di oggetti taglienti
quali rasoi, forbicine, strumenti per la manicure/pedicure,
esecuzione di tatuaggi e piercing con strumenti non
sterilizzati, ecc.)
-
Per
via verticale
(dalla madre al figlio durante la gravidanza, al momento del
parto o durante l'allattamento). La possibilità che questo
avvenga si riduce fortemente se la madre è in terapia con
antiretrovirali, fino ad essere meno del 2%. Il bambino non
avendo anticorpi propri eredita gli anticorpi della madre,
quindi può nascere sieropositivo, ma non avere il virus. In
questo caso il bambino ritornerà sieronegativo durante i
primi mesi di vita. Studi recenti dimostrano una notevole
riduzione di casi di trasmissione dell'HIV nel caso in cui la
madre sia sottoposta ad idonea terapia durante la gravidanza e
partorisca con parto cesareo
Quando
va eseguito il test dopo un presunto comportamento a rischio?
È
possibile sottoporsi a un primo test già a tre mesi di distanza
dal rapporto a rischio, la cui attendibilità è del 90% circa.
Nel caso in cui il centro
screening a cui ci si rivolge abbia in dotazione kit di
ultima generazione, è possibile sottoporsi al test in tempi più
brevi (8/10 settimane). Per ottenere un risultato certo e
definitivo è comunque necessario che siano trascorsi i sei mesi
del periodo finestra, come indicato dalle linee guida dell'OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanità). Trascorsi sei mesi dal
comportamento a rischio, quindi, è bene risottoporsi al test
Quando
è utile sottoporsi a questo test?
Prepararsi
mentalmente a sottoporsi a un test HIV, specialmente se si ritiene
di essere a rischio, non è un compito facile: il test ricerca le
tracce dell’anticorpo del virus HIV, quello che causa la
sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), per la quale non
esistono ancora cure risolutive. Se hai tenuto un comportamento a
rischio o pianifichi una gravidanza, ignorare il problema non lo
farà scomparire, e se scoprirai di essere infetto la rilevazione
precoce può evitarti di trasmettere il virus al tuo partner o ad
altre persone. Sapere se sei sieropositivo è l’unica risorsa
esistente per accedere ai trattamenti medici che prolungano la
vita e ne migliorano la qualità
Capire
i risultati del test
L'unico modo
per accertare se si è entrati in contatto con il virus HIV è
quello di sottoporsi ad un test specifico. Il
test ELISA (Enzime Linked Immuno Sorbent Assay) che è quello
comunemente utilizzato per accertare l'infezione e che garantisce
il più elevato grado di attendibilità e affidabilità, non
indica la presenza del virus ma degli anticorpi specifici che il
nostro sistema immunitario ha sviluppato dopo il contatto col
virus HIV.
Gli
anticorpi diventano rilevabili da questo test dopo
circa 8/10 settimane dal momento del contagio.
Il periodo che intercorre dal momento del contagio alla
rilevabilità di anticorpi da parte del test è detto periodo
finestra, e può durare in alcuni casi fino a sei mesi. Un persona
che risulta positiva al test ELISA, viene sottoposta al test di
conferma chiamato Western Blot. Il
test PCR (Polymerase Chain Reaction) è un test che attraverso
una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto
piccole di Rna o Dna è in grado di rilevare la presenza del virus
HIV nel sangue. È un test complesso e costoso e con un livello di
attendibilità diagnostica inferiore al test ELISA
Quando
si è sieropositivi?
Quando
viene rilevata, attraverso un prelievo di sangue, la presenza di
anticorpi specifici per l'HIV. L'esame in questione è chiamato
ELISA ed è un test anticorpale: va a ricercare direttamente gli
anticorpi anti-HIV che si formano a seguito dell'infezione. I
tempi per la formazione degli anticorpi variano da persona a
persona. Si è però determinato un "tempo massimo" dopo
il quale un individuo contagiato dall'HIV ha certamente prodotto
gli anticorpi specifici - un periodo trascorso il quale, quindi,
è possibile avere un esito certo del test. Questo
"tempo" è detto periodo finestra ed è stimato in sei
mesi, secondo le indicazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale
della Sanità)
Il
test è anonimo?
Il
test è anonimo nel caso in cui ci si rivolga a particolari centri
– i cosiddetti centri
screening – in cui non vengono richiesti né documenti di
identità, né la tessera sanitaria. Per conoscere quali sono i
centri screening, è possibile telefonare alle associazioni che si
occupano di HIV/AIDS. Se
invece, ci si rivolge a un normale ospedale o a un laboratorio di
analisi cliniche, bisogna dare i propri documenti
personali/esibire la tessera sanitaria.
Il risultato del test può essere comunicato esclusivamente
alla persona interessata. C’è
una legge specifica (Legge 135/1990) che vieta la divulgazione
dello stato sierologico di una persona a terzi.
La Legge 135/90 rafforza quella sulla privacy, che tutela
più in generale la sfera personale di ogni individuo
Il
test è gratuito?
Il
test è gratuito nei centri screening sopra citati.
Nel caso in cui, invece, ci si rivolga a un ospedale o a un
laboratorio di analisi cliniche, si deve pagare il ticket dietro
presentazione della tessera sanitaria, oppure l’intero costo
dell’esame se ci si rivolge a un centro privato
Depistaggio istantaneo del virus
dell’AIDS
Sul mercato americano è in arrivo un nuovo test per il
depistaggio dell’HIV, si chiama Oraquick e consente di
fare la diagnosi a partire da una semplice goccia di sangue
prelevata dal dito, in soli 20 minuti. Il dispositivo
è semplicissimo: il sangue viene posto in una provetta che
contiene prodotti capaci di rilevare la presenza degli anticorpi
al virus – se il test è positivo compaiono in una piccola
finestra due bande violacee. L’affidabilità del test è del
99.6%, secondo il produttore, la Orasure Technologies. La FDA ha
appena autorizzato il test che per ora potrà essere utilizzato
negli Stati Uniti solo dai professionisti e per usi molto precisi
quando la velocità della diagnosi è vitale, come per esempio nel
caso di una partoriente della quale non si conosce lo stato
sierologico. La situazione negli Stati Uniti è grave, perché un
quarto dei 950.000 portatori del virus non sa di essere infetto.
|