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Disfunzione erettile: il ruolo della donna
Le cause dei disturbi erettili sono numerose: dal semplice stress all’affaticamento vero e proprio, passando per i problemi organici come il diabete o le cause neurologiche. Ma di fronte a questo momento critico vissuto dall’uomo come una rimessa in causa della sua virilità, qual è il vero ruolo della sua partner?

Secondo un’inchiesta condotta in Francia, una donna su quattro si è già confrontata con le disfunzioni erettili del compagno. Qual è dunque la sua influenza nella comparsa e nel mantenimento di questi disturbi nell’uomo? La donna è solo una spettatrice, o ha un ruolo più complesso? Curiosamente, questo aspetto relazionale dei disturbi erettili è stato finora poco studiato, con l’eccezione di qualche ricerca che avanza queste caratteristiche: forte domanda sessuale femminile che ha conseguenze inibitorie nell’uomo, o al contrario alterazione del desiderio. Difficile, a questo punto, stabilire se si tratta di una causa o di una conseguenza dei disturbi sessuali maschili, e l’esiguo numero di donne che hanno partecipato a questi studi non consente di vederci più chiaro.

E’ evidente tuttavia che stilare un ritratto-tipo di queste donne sarebbe un’eresia. Non esistono infatti caratteristiche proprie della compagna dell’uomo con disturbi erettili. Una descrizione di questo tipo implicherebbe una parte di responsabilità femminile nell’insorgenza del disturbo, mentre nella maggior parte dei casi, secondo molti studiosi, la donna ne è piuttosto la vittima. Tanto più che molte ricerche sottolineano l’alterazione della qualità di vita sessuale delle donne in caso di problemi erettili del compagno. Questo non ci autorizza, però, a isolare il trattamento delle disfunzioni erettili dall’ambiente affettivo dell’uomo, poiché le disfunzioni erettili comportano una perturbazione dell’armonia sessuale della coppia. Anzi, spesso l’ambiente affettivo della coppia è importante per conoscere i fattori scatenanti del problema, e la loro eventuale cronicizzazione: per quale ragione sono insorti i disturbi? In quale momento? Perché questi problemi occasionali tendono a ripresentarsi? Qual è il punto di partenza della paura di fallire, che rende il circolo vizioso così angosciante?

Tener conto di queste interazioni all’interno della coppia consente di identificare alcuni indicatori che possono rivelarsi utili per ottimizzare il trattamento. Secondo molti psicologi, il buon esito della cura può essere facilitato da alcuni fattori (volontà di ritrovare una buona armonia sessuale di coppia, permanenza dell’attrazione sessuale reciproca dei partner, aspettative reciproche, capacità di mantenere vivo il dialogo…), oppure limitato da altri (presenza di conflitti, relazioni extraconiugali concomitanti, mancanza di motivazione o di desiderio di uno dei partner…). Così, sebbene la donna non possa indurre il disturbo erettile, può tuttavia rivelare un problema latente in un soggetto già fragile. Per esempio, i rimproveri inespressi a causa dei malintesi o della mancanza di comunicazione, il risentimento o un’attitudine aggressiva possono causare la tendenziale cronicizzazione del problema. Un buon dialogo di coppia può aiutare moltissimo a superare questa prova senza lasciar precipitare il partner nell’angoscia del prossimo fallimento.

pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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