|
Home / Chirurgia
andrologica / Le piccole chirurgie che cambiano la vita
Le
piccole chirurgie che cambiano la vita
Rapporti
dolorosi, dimensioni insoddisfacenti, fastidio… per risolvere
questi problemi la nuova chirurgia offre una soluzione sicura e
definitiva in poche ore.
Impianto
di protesi peniena
Le protesi rappresentano
attualmente il rimedio estremo nei casi di impotenza
non trattabili o non più trattabili con altre forme di
terapia. Il loro impiego
è definitivo, infatti possono essere soltanto sostituite con
altri modelli ma non rimosse definitivamente. Per questo motivo la
selezione dei pazienti candidabili deve essere molto scrupolosa.
Le protesi attuali presentano, contrariamente al passato, un
alto grado di affidabilità e vengono quasi sempre garantite a
vita. Ne esistono di vari tipi, che fondamentalmente possono
raggruppare in modelli a funzionamento meccanico o idraulico. Le
protesi idrauliche sono di gran lunga più usate, e si
suddividono ulteriormente in protesi mono-, bi- o tricomponenti:
-
le
protesi monocomponenti
sono costituite da due cilindri di silicone, malleabili, e
presentano all’estremità una zona riempita di soluzione
fisiologica. La parte distale normalmente è sgonfia, ed al
momento del bisogno, attraverso opportune manovre, la
soluzione fisiologica dall’estremità prossimale viene fatta
defluire all’interno dei cilindri sino all’apice,
determinando così la tumescenza. Alla fine del rapporto, si
provvede a far defluire l’acqua all’estremità prossimale
(situata all’interno del pube), provocando così la
detumescenza
-
le
protesi bicomponenti sono
costituite dagli stessi cilindri di silicone e da un
serbatoio contenente la soluzione fisiologica, che viene
inserito chirurgicamente nello spazio latero-vescicale od in
una tasca infrapubica. Anche in questo caso, attraverso
opportune manovre, il liquido viene fatto defluire dal
serbatoio ai cilindri, determinando l’aumento di
dimensioni e la rigidità. Con un meccanismo inverso viene
favorita la detumescenza
-
le
protesi tricomponenti sono
formate, oltre che da cilindri e serbatoio, anche da una
piccola pompetta che viene situata all’interno della borsa
scrotale. Agendo su questa pompa, che è collegata al
serbatoio mediante raccordi, si provoca lo svuotamento di
quest’ultimo ed il riempimento dei cilindri si silicone.
Questi si espandono in lunghezza e, in alcuni modelli ancor
più sofisticati, anche in larghezza
In
genere i pazienti, dopo un primo periodo di apprendimento,
cominciano ad acquisire manualità, e la
percentuale di soddisfazione a distanza è globalmente alta.
Quale che sia il tipo di protesi, l’orgasmo e l’eiaculazione
non vengono in alcun modo influenzati. Le complicanze più
temibili sono l’infezione ed il malfunzionamento delle
protesi, che implicano la loro sostituzione. Con una buona dose
di manualità, la
protesi può essere attivata in pochi secondi. L’accesso
chirurgico varia con il tipo di protesi, e può essere
sottocoronale per alcune monocomponenti o peno-scrotale, che
risulta essere quello più usato dalla maggior parte dei
chirurghi uro-andrologi. E’ necessaria l’anestesia generale
o spinale, e almeno due giorni di ricovero.
Per
saperne di più:
addioimpotenza.it
|