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Il
varicocele
E’ tra le cause di diminuita fertilità maschile. E’ la
conseguenza di un reflusso
venoso che rende i vasi venosi dilatati, allungati e tortuosi.
Il varicocele è più
frequente a sinistra, può essere causa di senso di peso
riferito alla regione scrotale o di dolore dopo una prolungata
permanenza in stazione eretta, ma può
anche essere asintomatico. L’incidenza del varicocele negli
adolescenti oscilla fra il
2 e l’11%.
In
una percentuale fino al 70 – 80% dei casi il varicocele si
associa alla presenza di
un testicolo più piccolo, e a questa alterazione morfologica
corrisponde il rischio di un’alterazione della spermatogenesi,
cioè della produzione degli spermatozoi nel 60-90% dei soggetti
con varicocele. Questo si traduce in una diminuzione
del numero e della motilità degli
spermatozoi (oligoastenozoospermia) con riflessi inevitabili
sulla fertilità. Non esiste però un’associazione tra grado di
varicocele ed entità del danno seminale. E’ probabile che il
danno testicolare sia determinato dall’aumento
della temperatura scrotale prodotto dal reflusso di sangue. Il
danno seminale si instaura progressivamente fino a diventare
irreversibile per cui la
precocità della diagnosi costituisce un importante
fattore prognostico. La correzione del varicocele è indicata
per il miglioramento del quadro seminale, ma lo può essere
comunque in tutti quei casi con sintomatologia dolorosa o per
motivi estetici.
L’intervento
chirurgico classico eseguito attraverso una piccola incisione
cutanea è il più impiegato Oggi però è possibile correggere il
varicocele con delle tecniche minimamente invasive, una è la
laparoscopica e l’altra e la scleroembolizzazione. La tecnica
chirurgica classica e quella laparoscopica sono eseguite in
anestesia generale, mentre per la scleroembolizzazione è
utilizzata una semplice anestesia locale.
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