le
caratteristiche del pene
la forma, il colore e la dimensione del pene variano da un
individuo all’altro e non sono legati né all’altezza, né
al peso dell’uomo. Di solito la lunghezza del pene varia tra 6
e 11 centimetri a riposo e tra 10 e 20 centimetri in erezione.
La dimensione del pene a riposo è poco significativa, poiché
la maggior parte degli uomini ha la stessa lunghezza in
erezione, con una media compresa tra 12 e 15 centimetri. Il
freddo, l’esercizio fisico eccessivo, l’attività molto
intensa o lo stress possono influire negativamente sulla
lunghezza del pene e a
parte la chirurgia, niente
lo può allungare in maniera permanente.
Contrariamente a quanto si legge nelle riviste pornografiche,
gli studi dimostrano che la maggior parte delle donne non
collega la dimensione del pene alla soddisfazione sessuale, e
infine, il tratto più sensibile della vagina è il primo terzo,
e questo non fa che confermare l’importanza
relativa delle dimensioni del fallo
le
creme
le
creme, i gel e le lozioni rappresentano una parte importante del
mercato degli “allungatori” del pene. La loro composizione
può variare, ma in genere tutti contengono niacina o altre
vitamine del gruppo B, aspirina, aglio, vitamina C in dosi
massicce e alcune erbe note per la loro capacità di accelerare
la circolazione sanguigna. Alcune creme possono aumentare la
sensibilità del pene e consentire una migliore erezione, altre,
per esempio quelle che contengono menta, avranno l’effetto di
aumentare leggermente l’afflusso del sangue al pene. Tuttavia,
non esistono studi seri
che provino l’effetto di questi trattamenti sull’aumento
della dimensione del pene e nessun
prodotto di questo genere ha mai ottenuto l’approvazione della
Food and Drug
Administration
gli
esercizi
i
siti che offrono programmi di esercizi per l’allungamento del
pene sono ormai così numerosi che contarli è veramente
impossibile. Tra gli esercizi più popolari troviamo il jelqing,
che viene spacciato per una vera e propria tecnica degli antichi
Arabi del Sudan trasmessa di padre in figlio attraverso i
secoli. Il metodo varia in funzione del sito, ma consiste
essenzialmente in una serie di stiramenti
e di pressioni manuali
a partire dalla base del pene fino al glande. A seconda del
metodo scelto, si raccomanda di fare gli esercizi con il pene in
riposo, in stato di semi-erezione o in completa erezione, con o
senza l’ausilio di un lubrificante, o in alcuni casi
avvolgendo il pene in un panno caldo prima di cominciare
l’allenamento. Durata e frequenza degli esercizi variano anche
in relazione ai risultati promessi. Secondo i promotori del jelqing,
spingendo il sangue nel tessuto erettile del pene i corpi
cavernosi si ingrandirebbero gradualmente, aumentando la loro
capacità di immagazzinare sangue. Risultato: il pene è più
lungo, l’erezione è molto migliore. Secondo un serissimo
studio del Dipartimento di Urologia dell’Università della
California, invece, solo la tumefazione provocata da un sanguinamento
interno può spiegare l’aumento dimensionale del pene che
si ottiene talvolta con questo tipo di esercizi, che soprattutto
se praticati con grande vigore possono provocare la formazione
di tessuto cicatriziale nel pene e causare nel medio-lungo
termine dei seri problemi di erezione
gli
apparecchi per lo stiramento e i pesi
anche
se esistono vari tipi di apparecchi per lo stiramento del membro
maschile, la maggior parte funziona sullo stesso principio: una
parte dell’apparecchio viene collegata alla coscia, mentre
l’altra circonda il pene ed esercita una trazione - proprio
quella che dovrebbe provocare la
moltiplicazione cellulare dei tessuti. I rischi associati a
questi apparecchi non sono davvero trascurabili, soprattutto in
caso di utilizzo errato o se adoperati durante tutta la notte,
come suggeriscono alcuni siti. Del resto, le
avvertenze pubblicate dagli stessi produttori parlano da sé:
rischi di ritenzione di sangue nel glande, arresto della
circolazione, abrasioni, ferite, ulcerazioni, dolori,
tumefazione. Talvolta questi apparecchi vengono impiegati dopo
alcuni tipi di chirurgia del pene, ma non hanno alcun effetto
sull’aumento delle sue dimensioni. I pesi funzionano secondo
lo stesso principio degli apparecchi per lo stiramento, perciò
presentano gli stessi rischi. Entrambi i sistemi possono in casi
estremi condurre all’impotenza. Infine, le manipolazioni
eccessiva del pene possono provocare la cicatrizzazione dei
tessuti, fino a provocare la malattia di Peyronie, o induratio
penis plastica
le
pompe a vuoto
questo
tipo di pompa viene impiegato da anni dai sessuologi e dai
medici per curare i disturbi
dell’erezione. A grandi linee, le pompe funzionano secondo
il principio della ventosa: il pene viene posto in un cilindro,
e pompando l’aria si provoca un afflusso di sangue verso i
tessuti erettili. L’erezione viene mantenuta ponendo un anello
di costrizione attorno alla base del pene per non più di 30
minuti, per poter ristabilire la normale circolazione sanguigna
ed evitare il danneggiamento dei tessuti. Sul mercato esistono
diversi tipi di pompe di questo genere, che dovrebbero però
essere acquistate su
prescrizione medica e dopo un’accurata visita nella quale
il medico spiegherà nel dettaglio la tecnica di utilizzo e i
vantaggi e gli svantaggi della metodica. Le pompe possono
provocare piccole macchie di sangue sulla pelle del pene,
ecchimosi, sensazione di tumefazione e gonfiore, irritazioni
locali e dolore diffuso soprattutto all’inizio del
trattamento. Se la pompa può rivelarsi utile per provocare
un’erezione, in nessun
caso è in grado di influire sulla dimensione del pene, che
riprenderà tutte le caratteristiche abituali non appena viene
rimosso l’anello
i
farmaci
la
composizione di questi farmaci è più o meno sempre la stessa:
erbe, vitamine, yohimbina. Quest’ultima è un farmaco che la
medicina tradizionale impiega per il trattamento
dell’impotenza, e si può acquistare solo presentando la
ricetta medica. Poiché però le pillole per l’allungamento
del pene sono considerate come supplementi alimentari e non sono
sottoposte ad alcun controllo, è difficile sapere esattamente
quanta yohimbina contengono. Non esiste a oggi alcuno studio
scientifico attendibile sull’efficacia di questi farmaci, e
inoltre la yohimbina non
è inoffensiva: le persone che soffrono di alcune allergie,
di angina pectoris, di depressione o di un’altra malattia
psichiatrica, di ipertensione arteriosa, di una malattia
cardiovascolare o renale o epatica non dovrebbero in alcun caso
assumere yohimbina, che non
deve essere associata ad
alcuni altri tipi di farmaci, sia acquistabili con ricetta,
sia in vendita libera