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Gli esercizi per l'incontinenza urinaria
La continenza urinaria - la capacità di trattenere le urine - è assicurata da uno sfintere posto sotto il collo della vescica, intorno all’uretra. Lo sfintere è formato da due componenti muscolari che hanno comandi nervosi diversi: uno risponde alla volontà, l’altro è autonomo, e grazie a un riflesso inibitorio reciproco, quando la vescica si contrae, i muscoli sfinterici si rilassano, e viceversa. L’incontinenza urinaria è conseguenza di un malfunzionamento muscolare come la lesione dello sfintere e/o degli altri muscoli del perineo, o di un’anomalia neurologica dello sfintere e/o della vescica. La perdita involontaria di urina può manifestarsi in circostanze diverse:

  • incontinenza da sforzo: si manifesta durante uno sforzo (starnuto, colpo di tosse, sforzo fisico o sportivo, durante il parto). È la più frequente, soprattutto nelle donne dopo i 50 anni di età. I fattori di rischio sono i  traumi ostetrici (parto, soprattutto se è stato laborioso - neonato con peso superiore a 3.7 chili o con diametro cranico superiore a 35.5 cm, episiotomia, forcipe…) e l’invecchiamento

  • incontinenza per imperiosità: si manifesta più tardivamente e la frequenza aumenta con l’età. È spesso legata a un’anomalia neurologica (malformazione congenita, vescica iperattiva, trauma del midollo  spinale…). Interviene anche in assenza di sforzo, per esempio durante la notte

  • incontinenza a seguito della chirurgia, può manifestarsi nell’uomo a seguito di un intervento alla prostata sia per lesione dello sfintere, sia per lesione dei nervi dello sfintere. Spesso assume la forma di un’incontinenza permanente. Nella donna può essere la conseguenza del trattamento del prolasso: l’organo “risalito” smaschera un’incontinenza latente

  • incontinenza per ritenzione di urina nella vescica, in questo caso la vescica è costantemente piena e le perdite corrispondono a un “troppo pieno” che viene evacuato. Le minzioni avvengono per  “traboccamento”. Nell’uomo, l’ostruzione provocata da un adenoma della prostata ne è una causa frequente

  • piccole perdite legate a un evento transitorio come un’infezione urinaria, un calcolo, un fibroma  dell’utero…

In uno stesso individuo, uomo o donna, possono essere associate le diverse forme di incontinenza urinaria, soprattutto in età avanzata. Nella maggior parte dei casi di incontinenza è richiesto l’esame urodinamico, che consiste nell’introduzione di una sonda nella vescica e che permette di rilevare tra l’altro un’eventuale iperattività vescicale (contrazioni frequenti e disinibite del muscolo vescicale) risultante in un’incontinenza per imperiosità. Nei casi semplici l’esame urodinamico è spesso l’unico esame importante. Quando la causa dell’incontinenza è difficile da stabilire o quando si scopre una causa neurologica, si procede in genere ad altri esami come l’elettromiogramma, la risonanza magnetica, ecc.

L’incontinenza urinaria da sforzo può essere trattata in modo diversi, a cominciare dalla rieducazione. In caso di fallimento, il trattamento d’elezione è chirurgico, con tecniche diverse. L’incontinenza per imperiosità viene curata associando il trattamento farmaceutico (anticolinergici a base di ossibutinina per ridurre il numero di contrazioni disinibite della vescica) alla rieducazione, e ricorrendo nei casi ribelli alla stimolazione nervosa con impianto di un elettrodo a contatto di una radice nervosa (neuromodulazione sacrale). Alcuni casi molto particolari di vesciche neurologiche, che rientrano nel quadro di una malattia più globale, possono richiedere l’ingrandimento o l’ablazione della vescica. L’incontinenza per lesione organica dello sfintere, per esempio dopo chirurgia della prostata, può essere trattata con la rieducazione o con la chirurgia, sia per impianto endoscopico di materiale sintetico nella regione sfinterica, sia con la creazione di uno sfintere artificiale, un’operazione minuziosa e non priva di rischi ma che garantisce risultati eccellenti.

Uomini: la ginnastica che migliora la vita
Il pavimento pelvico è composto da strati di muscolo e da altri tessuti, che partono dall’osso sacro nella parte posteriore per arrivare all’osso pubico nella parte anteriore del bacino. Il pavimento pelvico sostiene la vescica e l’intestino, ed è attraversato dall’uretra e dal retto. Gli esercizi servono a rafforzare i muscoli migliorando il controllo di vescica e intestino. Individuate i muscoli da esercitare: sedetevi o sdraiatevi con i muscoli di cosce, natiche e addome rilassati. Serrate l’anello muscolare dell’ano come se voleste controllare un flusso di diarrea o la fuoriuscita di gas intestinale: ripetete il movimento diverse volte, per essere sicuri di aver individuato il muscolo giusto, senza stringere le natiche. Quando urinate, cercate di arrestare il flusso a metà, poi avviatelo di nuovo

esercizio 1
contraete e tirate verso l’interno contemporaneamente i muscoli che circondano l’ano e l’uretra, sollevandoli verso l’alto all’interno. Trattenete la contrazione contando fino a cinque, poi rilassate i muscoli

esercizio 2
ripetete l’esercizio 1 e poi rilassatevi. Dovreste provare una precisa sensazione di “abbandono”. Lasciate passare 10 secondi tra una contrazione e quella successiva, allenandovi a mantenere i muscoli contratti mentre contate fino a 10. Ripetete l’esercizio 8-10 volte

esercizio 3
eseguite 5-10 contrazioni brevi, veloci ma molto decise. L’insieme di questi esercizi andrebbe ripetuto ogni giorno, almeno 4 o 5 volte

pagina aggiornata a lunedì 19 gennaio 2015
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