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A
proposito di sesso…
Cari amici, come promesso eccomi di nuovo a Voi per un’altra
serie di appuntamenti dedicati all’universo maschile, ed in
particolar modo alla sfera
sessuale e ripoduttiva. L’uomo, si sa, è sempre stato
“storicamente” restio a rivolgersi al medico per risolvere
problemi così intimi, al contrario di quello che succede per il
genere femminile, sempre pronto a recarsi dal proprio ginecologo
di fiducia non solo all’apparire dei primi sintomi, ma molto
saggiamente anche solo per controllo e prevenzione. Per quanto
riguarda la sfera sessuale, molta enfasi è stata posta sulla
scoperta di nuovi farmaci in grado di migliorare le performances,
dal conosciuto Viagra
al neonato Cialis, ma
poco o nulla si è fatto per capire i meccanismi intimi, non solo
di carattere psicologico, che hanno determinato il problema. E’
statisticamente accertato che solo
il 20% di coloro che manifestano problemi sessuali si rivolge
allo specialista, ed in media passa quasi
un anno tra l’insorgenza dei sintomi e la decisione della
consultazione. Tutto ciò appare francamente sconfortante, anche
in considerazione del fatto che attualmente
è possibile trattare con successo ogni tipo di problema.
Due
considerazioni allora mi vengono alla mente: la prima è che
l’uomo è fondamentalmente un “masochista”, nel senso che si
fa del male pur sapendo di poterlo evitare, e la seconda è che
anche noi, come classe medica, abbiamo delle precise responsabilità
in questo, se si considera che la medicina occidentale è
generalmente sempre stata orientata alla ricerca della soluzione
(farmacologia, chirurgica) piuttosto che alla scoperta del perché,
e quindi della prevenzione. Ultimamente, sta prendendo sempre più
piede un nuovo modo di
considerare gli eventi patologici, qualunque essi siano: non
più l’espressione della malattia di un singolo organo, da
curarsi specificamente, bensì l’evidenza che è stato spezzato
un delicato equilibrio che riguarda l’intero organismo, e che si
manifesta inizialmente mediante un unico e localizzato evento
patologico. Questa concezione non si può definire “nuova”:
infatti, un bel po’ di tempo fa, Aulo
Cornelio Celso affermava: “ricordatevi che l’uomo è nato
per vivere sano; quando si ammala è la natura che lancia i suoi
segnali per dire che è stato spezzato un delicato equilibrio”.
E Ippocrate, il Padre
della Medicina, ammoniva di “guardarsi dal medico che non ha una
visione unitaria dell’organismo, e che abusa delle terapie,
perché molte terapie sono una contemplazione della morte!”
Quindi organismo sano non deve essere considerato come la semplice
somma di un cuore, due polmoni, due reni, ecc…, ma molto
di più! L’uso spesso indiscriminato dei farmaci non sempre
consente la guarigione, ma soltanto di camuffare dei sintomi,
convertendoli in altri più subdoli e pericolosi.
Trasposto
il concetto in ambito sessuologico, ne deriva che non è
sufficiente curare, ad esempio, il sintomo “impotenza”,
perché questo potrebbe essere solo il campanello d’allarme di
una condizione patologica ben più gravosa per l’organismo
(diabete, ipertensione, arteriosclerosi, ecc…). Inoltre, in base
ai concetti sopra esposti, il segreto per riappropriarsi della
capacità sessuale perduta, sarà principalmente quello di capire
perché il nostro meccanismo si è “inceppato”, perché
l’intero organismo considerato come un’unica macchina gira a
livelli più bassi, perché la nostra efficacia è diminuita dal
100% al 50% o meno. Il semplice uso di una compressa potrà forse
farci passare qualche ora serena, ma poi inesorabilmente i
problemi si ripresenteranno, spesso in forma ancor più marcata.
Nelle prossime settimane svilupperemo ulteriormente questi
concetti, e cercheremo di capire come sia possibile evitare i
problemi piuttosto che curarli. Parleremo anche dei metodi di cura
a noi più tradizionali, per i quali la medicina ufficiale
continua a fare passi da gigante. Alla prossima!
del
dr. Alessandro G. Littara
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