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Il
desiderio sessuale
È
facile lasciare la briglia sciolta al puledro del desiderio
sessuale da giovani. Quando si è adolescenti e la pubertà è da
poco terminata il problema non è certo quello di un ridotto
desiderio sessuale; semmai il contrario. Ma quando condividiamo lo
stesso letto con la stessa persona da tanti tanti anni, come
fare a continuare a desiderarla? Anche se spesso invochiamo il
sentimento amoroso come la colla che ci tiene insieme, il sesso ha
tra i suoi motori principali proprio la
varietà, qualcosa di lontano, lontanissimo dal nostro bisogno
di una scelta sentimentale che duri un’intera vita. Una delle
tecniche che i sessuologi suggeriscono per mantenere alto il
desiderio consiste nel dare
libero sfogo alle fantasie erotiche. Ne abbiamo tutti un po’
paura: crediamo che quei pensieri strani, così inconfessabili,
particolari, che talvolta ci vengono mentre ci eccitiamo siano il
nostro lato oscuro, siano il segno di una nostra perversione
nascosta. In realtà. pochi, pochissimi sono i veri perversi
che tentano di mettere in pratica queste fantasie. Si distinguono
dalla grande maggioranza proprio perché non sono in grado di fare
l’amore in altro modo, se non con l’ausilio di borchie e
frustini, in presenza di estranei, in un parco pubblico. Nulla di
più lontano dalle fantasie quindi, che vivono in un mondo a
parte, separato e lontano da quello reale. Ecco
perché non ha senso temerle.
Quando,
nonostante l’amore, il desiderio si affievolisce e la vita
sessuale si ripete uguale a se stessa per poi cessare del tutto,
ci sono altre cose da fare. Vengono consigliate due cose
apparentemente in contraddizione: imparare
a dire di sì e imparare a dire di no. Imparare a dire di sì
significa che quanto più si fa l’amore tanto più si desidera
farlo, grazie alla secrezione
di testosterone che accompagna l’atto sessuale in entrambi i
sessi. Chi si ferma è
perduto!, verrebbe da dire. Ed è proprio così. Ma occorre
anche imparare a dire di no. Che significa imparare a non dare
troppo peso a un rifiuto. Può succedere che non si abbia voglia
di fare l’amore, e non necessariamente questo deve rappresentare
il fallimento di un progetto di coppia. Uno dei fattori che minano
il desiderio sessuale è lo stress.
Animali ed esseri umani dispongono di meccanismi per rinunciare
agli “optional” (come il sesso) quando c’è una eccessiva
pressione da parte dell’ambiente. Il significato di questi
meccanismi è che non ci si deve riprodurre in condizioni di
pericolo. Quando è sotto stress, sia fisico che emotivo, il
cervello produce le ben note endorfine,
gli oppioidi naturali che se da una parte ci aiutano a sopportare
meglio una situazione negativa (sono sostanze analgesiche capaci
di dare benessere) sono anche potenti
ormoni antisessuali.
Per
questo l’ultima cosa che ci viene in mente è di fare l’amore
quando siamo sotto pressione, quando siamo preoccupati o abbiamo
seri problemi. Anche droghe,
alcool e farmaci abbassano il desiderio sessuale, soprattutto
quando se ne abusa. Per non parlare delle malattie
in generale che mettono in atto tutti quei meccanismi di
risparmio sulle funzioni non essenziali (ancora una volta: il
sesso) di cui abbiamo appena detto, e di quelle endocrine che con
i loro ormoni in eccesso o
in difetto interferiscono specificamente coi meccanismi del
desiderio. Sono tutte
condizioni che un bravo andrologo/sessuologo medico deve valutare
adeguatamente quando ha a che fare con il calo del desiderio.
Molti pensano di poter sopperire alla mancanza di desiderio con i
cosiddetti afrodisiaci.
La scienza moderna ha sempre affermato che non esistono cibi o
sostanze più o meno naturali capaci di stimolare il desiderio
sessuale, e probabilmente è così. Tuttavia, è la stessa scienza
che ci informa che desiderio sessuale, gusto e olfatto sono
funzioni collocate nel nostro cervello nelle stesse aree. La
vista, l’odore o il semplice ricordo di un cibo è in grado di
evocare un’infinità di
sensazioni. Queste funzioni sono infatti collocate nel rinencefalo,
nella parte tra le più antiche del nostro cervello. Dove sono
posti i centri regolatori dell’olfatto, dell’alimentazione e
naturalmente, del sesso.
del
dr. Alessandro G. Littara
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