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Che cos'è l'andrologia?
Da un po’ di tempo, sugli organi d’informazione, si sente sempre più spesso parlare dell’andrologo, ma ancora molti si chiedono che cosa significhi questo termine, di cosa si occupi, e perché si sente sempre più spesso nominare, nei giornali come in televisione, sulle riviste così come dal parrucchiere?

I motivi sono molteplici, ma tra i più importanti vi è l’indubbio aumento dell’incidenza, rispetto al passato, delle patologie della sfera riproduttiva e sessuale maschile, incluse quelle dell’apparato uro-genitale, e la presa di coscienza dell’esistenza di tali patologie da parte dell’uomo, che una volta dominate le inibizioni di carattere psicologico, è finalmente disponibile a parlare dei suoi problemi con una figura professionale altamente specializzata, sia sul piano medico che dal punto di vista umano. L’andrologo-sessuologo assume così una duplice veste, quella di medico e quella di “confessore”, un “amico” al quale confidare le più segrete paure certi della sua comprensione ma anche delle sue capacità professionali.

Ma in particolare, di cosa si occupa un andrologo-sessuologo?

Le patologie di più frequente riscontro sono: le disfunzioni erettili, termine generico con il quale si comprendono i deficit erettivi (la impropriamente chiamata “impotenza”) così come gli incurvamenti penieni, congeniti ed acquisiti (induratio penis plastica); le turbe dell’eiaculazione, che può essere precoce, ritardata ed addirittura assente; tutta la sfera dell’infertilità maschile, che rappresenta almeno il 50% delle cause in questo campo; le patologie dell’apparato uro-genitale, in particolar modo quelle a carico della prostata e vescicole seminali (prostatiti, ipertrofia prostatica, e altre); ed inoltre problematiche legate alle malattie sessualmente trasmesse; all’andrologia pediatrica (ritardi di crescita, criptorchidismo, ipospadia); alla “andropausa”, per concludere con “l’estetica” dei genitali esterni (allungamento/ingrossamento del pene, protesi scrotali, ecc.) e perché no, dell’intero corpo maschile.

Le tecniche di terapia prevedono da un lato l’utilizzo di schemi terapeutici farmacologici e comportamentali in sintonia con le “linee guida” stabilite dagli esperti mondiali del settore, dall’altro si giovano di numerose tecniche chirurgiche che, laddove correttamente indicate, risulteranno risolutive nella quasi totalità dei casi non correggibili farmacologicamente.

del dr. Alessandro G. Littara

pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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