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La
visita andrologica
Molti lettori hanno espresso la curiosità di sapere come si
svolge una visita andrologica: si sa che l’uomo è generalmente
e tendenzialmente restio a farsi analizzare “là”, ma può
arrivare il momento in cui le necessità superano l’imbarazzo, e
la visita diventa “improcrastinabile”.
Ecco
come si procede:
quale che sia il motivo che ci induce alla visita, il primo
momento cardine è rappresentato dalla “anamnesi”,
cioè dalla raccolta delle informazioni che serviranno allo
specialista per orientare la sua diagnosi e terapia. Via quindi al
racconto del paziente, e alla formulazione di una serie di domande
di carattere prima generale e poi sempre più specifico, fino
all’identificazione del problema. Verrà
chiesta la data di esordio dei sintomi, la loro gravità e
evoluzione, la concomitanza di altre patologie, l’eventuale
assunzione di farmaci, ecc…
Conclusa
questa fase, passeremo alla successiva rappresentata dall’esame
fisico: quale che sia la causa, verrà esaminato lo stato
generale, la disposizione di grasso e peluria, la consistenza e
sensibilità dei testicoli, lo stato delle mammelle, del pene e
della prostata, quest’ultima mediante esame digitale.
Ovviamente, l’esame verrà poi indirizzato a seconda della
sintomatologia e del singolo caso particolare.
A
questo punto, nella maggior parte dei casi, siamo generalmente in
grado di emettere la diagnosi o più probabilmente orientarci
nella causa con buona approssimazione. Qualora permangano dubbi o
riserve, si procederà all’esecuzione di alcuni accertamenti
ematochimici e strumentali di carattere non invasivo che
possono essere:
-
accertamenti
ematochimici,
dall’emocromo alla determinazione della glicemia; dal
livello del colesterolo al dosaggio dell’antigene prostatico
specifico (PSA), tutto l’assetto ormonale (testosterone,
prolattina, ormone luteinizzante, ecc…), ed altri ancora
-
esame
delle urine e urinocoltura,
per la determinazione dei parametri e della presenza di germi
nelle urine
-
esame
del liquido seminale (valutazione
della fertilità)
e spermiocoltura (eventuale presenza di germi nello sperma)
-
ecocolordoppler
delle gonadi, per valutare
morfologia e struttura, e per eseguire lo studio vascolare
(presenza di varicocele)
-
ecografia
prostato-vescicolare trans-rettale,
che permette lo studio della prostata e delle vescicole
seminali
-
test
mediante erezione farmaco-indotta:
previa iniezione intracavernosa (assolutamente indolore) di
prostaglandine (PGE1), si valuta la tumescenza, rigidità e
tempo di risposta, oltre alla eventuale presenza di placche o
incurvamenti penieni
-
ecocolordoppler
dinamico del pene: studio
morfologico e vascolare del pene in condizioni di riposo e
dopo erezione farmaco-indotta, estremamente utile per valutare
l’afflusso arterioso e il deflusso venoso, oltrechè
permettere l’osservazione delle strutture interne (induratio
penis plastica)
-
esame
del secreto prostatico raccolto
durante massaggio digitale, utile per la determinazione della
flora microbica
-
rigiscan
test: metodica attuata mediante
l’uso di uno strumento dotato di due anelli elastici da
inserire rispettivamente alla base e all’apice del corpo del
pene, per la valutazione (previa erezione farmaco-indotta)
computerizzata di tumescenza, rigidità e durata delle
erezioni
-
N.P.T.
(nocturnal penile tumescence): lo
strumento di cui sopra, in modo assolutamente indolore, viene
applicato per tre notti consecutive. Permette la valutazione
della presenza, consistenza e durata delle erezioni spontanee
notturne che avvengono durante le fasi REM del sonno
-
studio
dei potenziali evocati del nervo
sacrale e studio della conduzione del nervo pudendo,
accertamenti neurologici mirati alla valutazione di un
eventuale danno neurologico
Vi
sono poi altri accertamenti di carattere più invasivo,
attualmente scarsamente usati, per la valutazione del danno
organico in determinati casi di deficit erettile, a cui gli
esami sopra elencati non hanno saputo dare una risposta certa.
Tali esami sono la cavernosometria
(valutazione della continenza venosa mediante infusione di
liquidi) e la cavernosografia
(studio radiografico delle vene mediante mezzo di
contrasto). La combinazione della raccolta di una dettagliata
anamnesi, l’esecuzione di un completo esame obiettivo e il
risultato di alcuni degli accertamenti di cui sopra è quasi
sempre sufficiente per determinare causa e adeguata terapia del
problema.
E’
da sottolineare come
attualmente siamo in grado di risolvere ogni tipo di disturbo
legato alla sfera sessuale, e di incidere significamente nel
miglioramento della qualità del liquido seminale nei casi di
riduzione della fertilità maschile.
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