|
Home / Informazioni
generali / Sessuologia
La
sessualità nel Medio Evo: la concezione musulmana
I concetti socio-sessuali ebraici si erano sviluppati nelle
sofferenze e nella schiavitù, il concetto cristiano in mezzo le
persecuzioni; quello islamico vide la luce in mezzo le guerre
tribali. Maometto a 18 anni sposa Khadidja, ricca vedova
quarantenne; diventa filosofo e nel corso di questo felice
matrimonio durato ventisei anni, ha sei figli. Alla morte della
moglie sposa Aicha, di sei anni, e non essendo profeta in patria
emigra a Medina, dove si mette a capo di una piccola armata di
proseliti e celebra ogni vittoria con un nuovo matrimonio. Ha 14
mogli, molte delle quali gli sopravviveranno, ma la preferita
resta sempre Aicha, che non gli dà nemmeno un figlio. Maometto
mitiga le leggi sull'adulterio e sul ripudio, ma mantiene alla
donna una posizione di grande inferiorità nella famiglia. La
sterilità non può essere causa di ripudio. Sostenendo che l'uomo
si sposa per quattro ragioni: destino,
bellezza, posizione
economica e religione, consacra la poligamia, che permette di
riunire i beni, di assicurare nella legalità la molteplicità dei
piaceri e di colmare più facilmente i vuoti che si registrano tra
gli uomini (mortalità maschile infantile elevata a causa della
malattia, e degli adulti a causa delle guerre).
Il
matrimonio non si contrae solo tra musulmani: un musulmano può
sposare un'ebrea o una cristiana, ma non una pagana. Le donne sono
rinchiuse nell'harem, che discende dall'antico gineceo. Harem
significa ciò che è sacro, intoccabile, le donne vi sono
rinchiuse come in clausura con gli eunuchi come confidenti e
guardiani. Questa frustrazione spinge le donne ad avventure
omosessuali, a rapporti con schiavi che non sono stati evirati, a
far lavorare la fantasia in modo che il racconto erotico
sostituisca l'atto: ecco le origini delle "Mille e una
notte". In queste famiglie composite e dove il legame
affettivo e così suddiviso, è chiaro che i figli sono educati un
po' da tutti, e la mancanza di un'immagine materna ben definita
comporta, più tardi, la mancanza di una differenziazione sessuale
e manifestazioni di angoscia e di suggestionabilità.
L'unione
del mondo arabo, all'inizio, è perciò di natura
politico-religiosa, sotto forma difensivo-aggressiva: ecco perché
in un primo momento le invasioni alle conquiste hanno carattere
puramente militare ed espansionistico (è in questo periodo che
vengono bruciati i libri ad Alessandria). Si passa poi a una fase
di insediamento e
colonizzazione: si traducono i manoscritti greci che più
tardi verranno diffusi in Europa attraverso la Spagna occupata e
poi liberata. Fa seguito un periodo abbastanza lungo di relativa
pace segnato, attorno all'anno 800, dall'amicizia tra Carlo Magno
e i turchi. Le ostilità ripresero quando i turchi, che nel
frattempo avevano conquistato la Palestina, impedirono l'accesso
al Santo Sepolcro. Per questa ragione, e probabilmente anche per
consolidare la dottrina cristiana all'epoca piuttosto vacillante,
fu indetta la prima Crociata, nel 1096.
|