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Infertilità
maschile: e se la colpa è di lui?
Un tempo non si prendeva nemmeno in considerazione questa ipotesi.
Era la donna ad essere sterile
e basta, a portare da sola sulle spalle le conseguenze di questo
imperdonabile difetto che le impediva di regalare i desiderati
eredi alla famiglia. Gli strascichi di questo atteggiamento di
condanna ottusa e arbitraria persistono, ma bisogna far sapere che
oggi almeno per il 60% l'infertilità
di coppia è da far risalire all'uomo e solo per 40% le cause
si trovano nella donna. Le cose sono cambiate molto negli ultimi
tempi. Soltanto cinquant'anni fa si considerava oligozoospermia
(ovvero scarso numero di spermatozoi) la presenza di meno di 60
milioni di spermatozoi per millilitro di sperma, oggi invece si è
scesi sotto la soglia dei 20 milioni, tenendo presente che la
produzione media di spermatozoi è di 120 milioni il giorno. Di
questa brusca discesa è certamente responsabile la presenza
nell'ambiente e in quello che mangiamo di sostanze capaci di
influire negativamente sulla produzione degli spermatozoi, che si
formano in un ciclo di tre mesi, attraverso cinque fasi, passando
dallo spermatogonio, cellula indifferenziata ed immobile, al
mobilissimo e brillante spermatozoo. La motilità degli
spermatozoi è direttamente proporzionale alla capacità di
fecondazione. Oggi le
cellule sono in numero ridotto e meno brillanti per una serie di
cause: per il 5-7%
di casi si tratta di problemi di tipo ormonale; per un 20%
di problemi di tipo infiammatorio dovuti tra le altre cose alla
precocità e alla promiscuità della vita sessuale; per un 40%
abbiamo alterazioni vascolari (vedi varicocele);
per un 5-7 % si tratta
di alterazioni citogenetiche, ossia difetti costituzionali degli
spermatozoi. Possono inoltre esserci alterazioni delle vie
seminali che ostacolano il progresso degli spermatozoi:
ostruzioni, prossimali o distali, malformazioni, aplasia
congenita. In questi casi si interviene con la microchirurgia
ricostruttiva che in genere dà buoni risultati.
Dallo
spermiogramma agli altri esami
Quando una coppia non riesce ad avere un bambino è
necessario che entrambi i componenti
si sottopongano a visita specialistica, ciascuno dal suo
specialista. Via subito quindi a sottoporsi al primo e
fondamentale esame:
lo spermiogramma. Lo sperma raccolto dopo una
masturbazione, dopo qualche giorno di astinenza, viene esaminato
dal laboratorio per definire la concentrazione di spermatozoi, e
la loro qualità. È a un esame
che non viene eseguito con metodi meccanici, e quindi i risultati
vanno letti con molta attenzione. L'Organizzazione mondiale della
Sanità stessa ha prescritto una procedura per la lettura degli
esiti che serva a uniformali così da non avere troppe
discrepanze. L'iter continua con esami di tipo ormonale, di tipo
citogenetico, ecografie
ed ecocolordoppler per
studiare le condizioni dell'apparato genitale maschile.
Una
volta individuata la causa del problema come
si procede? Se gli esami accertano problemi
genetici ossia gravi difetti degli spermatozoi, allora sarà
necessario che la coppia ricorra alle tecniche di fecondazione
con seme di donatore
quand'anche il concepimento si verificasse, infatti, il bambino
correrebbe seri rischi di avere anomalie genetiche. La questione
può risolversi anche molto semplicemente con interventi di
microchirurgia, come quello per il varicocele,
una dilatazione delle vene che si trovano dentro la borsa scrotale
che provoca un aumento della temperatura del testicolo che in
grado di interferire nella produzione di spermatozoi: è questa la
causa più frequente di infertilità,
presente in circa il 40% dei soggetti infertili. La microchirurgia
è in grado anche di affrontare con successo la ricostruzione dei
canali deferenti, le vie che portano il liquido seminale fino
all'uretra. In un recente studio, condotto dal Centro di
Andrologia dell'università di Pisa, è stata presentata una
ricerca condotta su 400 coppie infertili. Nei casi in cui era
stato necessario, è stato sufficiente l'intervento per il
varicocele coniugato ad una terapia ormonale, di stimolo con FSH,
per ottenere risultati più che soddisfacenti. Basti pensare che nel
37% dei casi le coppie hanno concepito e portato a termine la
gravidanza.
Le
terapie ormonali
assicurano un netto miglioramento del liquido seminale in almeno
il 40% dei casi. Questo vuol dire che abbiamo più spermatozoi, e
più robusti e mobili di prima. Può darsi che non basti ancora
per mettere in moto una gravidanza in maniera naturale: ma con
questa stimolazione rendiamo gli uomini in questione soggetti
ideali per la fecondazione
assistita, ossia soggetti che si presentano all'appuntamento
nelle migliori condizioni possibili, con il numero più alto di
spermatozoi più vispi che è possibile ottenere da loro. Perché
non basta certo affidarsi alle tecniche sofisticate se si hanno
soltanto pochi spermatozoi, per di più in cattive condizioni: le
probabilità di riuscita che già sono scarse, così sono
praticamente nulle. Troppo spesso lo si "dimentica" ad
arte, sottoponendo le donne a sequenze di inseminazione
assolutamente inutili. Purtroppo il
problema andrebbe affrontato a monte, ed
è proprio quello che non succede: nei bambini piccoli ci si
preoccupa solo delle fimosi,
le aderenze del prepuzio al grande, e del criptorchidismo,
l’assenza" di uno dei testicoli che rimasto nella cavità
addominale; si pratica la vaccinazione antiparotite, e poi basta,
il problema si considera chiuso. Non ci sono controlli sugli
adolescenti, né sui ragazzi in età di leva. E sono questi
passaggi obbligati che invece dovrebbero entrare nella routine,
oltre ad un esame dello sperma prima del matrimonio. In uno studio
sui giovani di leva della zona, è stato riscontrato in generale
un'igiene scarsissima e tantissimi casi di ernia inguinale, di
ritenzione del testicolo, di fimosi e aderenze balano-prepuziali,
e soprattutto di varicocele. Casi che se presi in tempo si possono
risolvere, ma che poi tendono ad aggravarsi e comunque da alterare
in modo grave, spesso definitivo, la fertilità.
Il
problema poi è di cultura.
L'uomo tende ancora a
confondere l'attività sessuale con la fertilità:
ho rapporti sessuali regolari, funziono benissimo, non ho problemi
di impotenza, quindi sono fertile,
devo essere fertile. È quindi se non arrivano bambini non è, non
può essere colpa mia. In realtà gli uomini che approdano nello
studio dell'andrologo
hanno loro malgrado superato questo stadio, anche perché in
genere hanno alle spalle un accumulo di esperienze negative e
scoordinate, di tentativi andati a vuoto, e allora sanno che tocca
a loro subire esami e indagini.
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