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L'igiene intima
a cura di Valeria Tornaghi

L’attenzione verso il nostro corpo a volte viene incanalata soltanto in alcune zone tra cui il viso, i capelli o le mani, ma i genitali, forse perché nascosti o perché si prova pudore, vengono spesso “dimenticati”, e questo è causa di numerose piccole, ma a volte grandi infezioni. Un’accurata igiene può prevenire molti problemi, vediamo come.

L’igiene intima richiede una cura e un’attenzione spesso sottovalutate e ritenute di importanza secondaria rispetto ad altri aspetti igienico-sanitari.

Vale la pena sottolineare allora che le parti intime sono da considerarsi e da trattarsi al pari di ogni altra parte del corpo: come ci laviamo i denti almeno una volta al giorno, così dovrebbe essere anche per gli organi sessuali, facendo rientrare una corretta igiene intima nella normale pulizia routinaria di inizio (o fine) giornata.

Gli organi genitali, al pari di altri organi, vivono di un equilibrio tra le loro capacità di difesa e l’azione di agenti esterni: ciò significa che queste parti possono essere vissute con estrema tranquillità, se si usa verso di esse la medesima cura che si usa per altre. Se di solito prestiamo attenzione all’igiene e alla pulizia della bocca, cercando dei rimedi nel caso ci fossero degli arrossamenti o delle piccole infiammazioni, non c’è motivo per non usare lo stesso comportamento, e avendo la stessa serenità, verso gli organi genitali.

Altra considerazione generale è sull’uso di asciugamani e accappatoi, che spesso nelle famiglie vengono utilizzati indifferentemente dai vari membri. Questa abitudine potrebbe facilitare la trasmissione di infezioni, sia quando sia presente una forma sintomatica, ma sia, e forse più frequentemente, quando ciò non sia ancora evidente. Infatti un soggetto potrebbe avere sulle mucose o sulla cute dei germi che nella sua persona non determinano l’infezione; tuttavia gli stessi germi, trasmessi con un uso comune di asciugamani, potrebbero determinare un’infezione in chi usa la stessa biancheria da bagno poiché magari in questa persona le difese immunitaria sono più basse o perché è già presente una piccola forma di irritazione o infiammazione aspecifica.  

Anche se può sembrare banale e strano all’interno della stessa famiglia una condizione del genere, essa non va ricondotta ad una mancanza di fiducia, ma ad una normale pratica igienica: in fondo, basta pensare che di solito, ognuno indossa i proprio indumenti intimi, slip o mutandine, che non vengono certo scambiati, a meno che siano puliti, con altri membri della famiglia.   L’attenzione all’esplorazione, al controllo e al lavaggio accurato dei genitali sarà possibile solo a chi non avrà difficoltà nell’osservare e manipolare le proprie parti intime: solo conoscendo la situazione di normalità sarà possibile discriminare una situazione di patologia o di eventuale patologia.

Spesso si tratta di piccole, banali e facilmente curabili malattie: l’unica cosa importante è notarle e rivolgersi ad uno specialista per un controllo. L’imbarazzo potrebbe trattenere dal consultare un esperto, ma il rispetto per il proprio corpo, in tutte le sue parti, dovrebbe invitare a riflettere sulla necessità di prestare attenzione e cure ad ogni zona corporea.

La stessa vergogna potrebbe indurre a non osservare, e quindi a non conoscere, i propri genitali: tuttavia non si prova vergogna a controllarsi, davanti allo specchio, la situazione di una gola arrossata o di altre parti del corpo difficili da vedere e che richiedono una ricerca attiva per il loro controllo, ma tutto ciò avviene senza provare il medesimo imbarazzo. La cosa fondamentale nell’igiene e nella prevenzione delle malattie è proprio questa: trattare i genitali con la stessa “dignità” di qualsiasi altra parte del corpo.

Entrando più in dettaglio, relativamente all’igiene maschile, la maggior attenzione va posta nelle corrette manovre per un’accurata pulizia del glande. Al fine di ottenere una completa rimozione di tutte le secrezioni che fisiologicamente produce, occorre scoprire bene tutto il glande, abbassando con cura la pelle che lo ricopre e facendo attenzione a rimuovere quella patina biancastra, detta smegma, che si accumula solitamente a livello del solco balano-prepuziale (quel solco che si vede tra il glande ed il corpo del pene).

Non porre attenzione a questa semplice abitudine può portare ad un accumulo di smegma, che se prolungato nel tempo, può essere ricettacolo di batteri patogeni. Tali batteri sono responsabili poi della produzione di cattivo odore, ma soprattutto di risalite a livello dell’uretra, fino anche negli organi interni, dove potrebbero dar luogo ad infezioni spiacevoli. Un altro aspetto da considerare, anche se non direttamente collegato a ciò che si intende per igiene, ma che poi porta a conseguenze a carico dell’apparato sessuale maschile, è l’uso di determinati indumenti. Sono infatti sconsigliati tutti gli indumenti di materiali sintetici, che possono portare manifestazioni allergiche; altrettanto da evitare sono indumenti intimi, cioè mutandine, slip e pantaloni particolarmente stretti e attillati. Questi infatti tendono ad avvicinare i testicoli al resto del corpo: tali organi si trovano invece così lontani dal corpo perché hanno bisogno, per un loro corretto funzionamento, di una temperatura inferiore a quella corporea - circa 3-4° C inferiore a quella che si misura di solito sotto le ascelle. Un’eccessiva vicinanza di tali organi al corpo, con conseguente innalzamento della temperatura, potrebbe compromettere il funzionamento dei testicoli se la situazione si prolunga nel tempo.

pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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