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HIV:
la
circoncisione è efficace quanto un vaccino.
Uno studio appena pubblicato i cui risultati preliminari sono
stati presentati alla International AIDS Society 2005
Conference nel luglio di quest’anno sembra dimostrare che il
grado di protezione contro l’infezione da HIV offerto dalla
circoncisione è uguale
a
quello che fornirebbe un vaccino molto efficace. La circoncisione
ha ridotto la percentuale di infezione da HIV nei maschi
eterosessuali attivi Africani del
60%,
secondo quanto afferma il portavoce del National Institute for
Comunicabile Diseases di Johannesburg, Sudafrica.
Lo studio rappresenta la prima prova sperimentale capace di
dimostrare che la
chirurgia può prevenire una malattia infettiva.
Condotta su 3.274 uomini non circoncisi di età compresa tra 18 e
24 anni abitanti nella regione di Johannesburg, la ricerca ha
correlato il 50% dei soggetti (gruppo di controllo) al restante
50%, sottoposto a circoncisione, al quale è stato chiesto di
astenersi dall’attività sessuale per le sei settimane
successive all’operazione perché nel periodo post-operatorio il
rischio di contagio è più elevato.
I pazienti sono stati visitati nei tre mesi successivi, dopo 1
anno e dopo 21 mesi con una visita intermedia dopo 18 mesi che ha
mostrato che i benefici della circoncisione erano così evidenti
che anche il gruppo di controllo è stato sottoposto a
circoncisione. Nel gruppo operato solo 20
soggetti
sono stati infettati da HIV, contro i 49
del
gruppo di controllo; questo dato corrisponde a un rischio relativo
per la circoncisioe di 0.40, che si è confermato anche tenendo
conto dei comportamenti sessuali soggettivi, per esempio l’uso
del preservativo, che possono influire sul risultato.
“La prima e la più ovvia conseguenza di questo studio”,
scrivono gli autori, “è che la circoncisione maschile deve
essere riconosciuta come un mezzo importante per ridurre il
rischio maschile di contrarre l’HIV. Come mostra il nostro
studio, la circoncisione maschile è utile e praticabile anche su
uomini adulti sessualmente attivi che vivono in un’area con
elevata prevalenza di HIV”. Gli autori sostengono che la
circoncisione maschile “fornisce un grado di protezione
dall’infezione di HIV equivalente a quello che avrebbe ottenuto
un vaccino molto efficace”, e che inoltre, “bisognerebbe
considerare la circoncisione come un intervento di salute pubblica
importante per prevenire la diffusione dell’HIV. La
circoncisione maschile può essere rapidamente incorporata nei
piani nazionali nei paesi nei quali la maggior parte degli uomini
non è circoncisa e dove la diffusione dell’HIV è soprattutto
eterosessuale”.
Anche se lo studio non si è addentrato nel sottolineare gli
effetti sottostanti protettivi della circoncisione, questi
potrebbero comprendere, secondo gli autori, la riduzione
dell’aspettativa di vita del virus sul pene dopo il contatto
sessuale, la riduzione della superficie totale del pene e la
riduzione delle cellule-bersaglio disponibili, particolarmente
numerose sul prepuzio. Tuttavia, quando i risultati preliminari
dello studio sono stati presentati alla terza Annual AIDS
Society Conference a Rio de Janeiro, l’UNAIDS (Joint
United Nations Programme on HIV/AIDS) ha pubblicato una
dichiarazione nella quale sosteneva che è prematuro raccomandare
la circoncisione maschile quale componente dei programmi di
prevenzione dell’infezione da HIV: “Anche se la
sperimentazione mostra i promettenti effetti protettivi della
circoncisione maschile adulta contro il contagio da HIV, è
necessario che la ricerca prosegua per confermare la
riproducibilità di questi risultati e di questa sperimentazione,
e per indicare se i risultati hanno una applicazione più
generale”. Attualmente sono in corso due ulteriori
sperimentazioni in Uganda e in Kenya, entrambe sostenute dai National
Institutes of Health degli Stati Uniti
(l’equivalente del nostro Ministero della Salute), che
contribuiranno a chiarire la relazione esistente tra la
circoncisione maschile e l’HIV in contesti culturali e sociali
diversi.
Fonte: PloS Medicine
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