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La sessualità della donna incinta: studi diversi, conclusioni identiche
L’orgasmo femminile scatena la produzione di ormoni, come l’ossitocina, che possono condurre l’utero a contrarsi. Anche le prostaglandine contenute nello sperma sono dotate di effetti simili. Infine, i rapporti sessuali possono, almeno in teoria, favorire la diffusione di germi all’interno della vagina, rischiando di infettare il feto. Ecco una serie di fattori che possono spiegare perché per molto tempo si è sconsigliato di avere rapporti sessuali nelle fasi più avanzate della gravidanza.

Un gruppo di studiosi ha condotto una ricerca per capire se il rischio di danneggiare il feto fosse reale, e ha tentato di determinare se la vita sessuale delle donne che hanno partorito prematuramente era diversa da quelle che hanno condotto a termine la gravidanza. Per tre anni, i ricercatori hanno interrogato 187 donne che hanno partorito prima della trentasettesima settimana, e 409 donne che avevano terminato la gravidanza. L’inchiesta, condotta su donne in media al settimo mese di gravidanza, verteva sul numero di rapporti sessuali, le posizioni utilizzate durante i rapporti, la presenza o meno di orgasmo, e la qualità del desiderio sessuale. I ricercatori hanno completato questa prima serie di informazioni con un secondo questionario, somministrato dopo il parto in caso di parto prematuro. Anche l’esistenza di fattori di rischio soggettivi di parto prematuro è stata considerata: nascita di altri figli prematuri, aborti spontanei, decesso del feto durante precedenti gravidanze.

In totale, il numero dei rapporti sessuali tende a diminuire con l’aumentare delle settimane di gravidanza; un dato che forse ci delude, ma non ci stupisce. Per contro, l’indagine non ha rilevato alcun aspetto sfavorevole della sessualità rispetto al parto prematuro. Le donne che hanno portato a termine la gravidanze erano le più numerose ad aver avuto rapporti sessuali fino alla fine, rispetto a quelle che hanno avuto un parto prematuro.
 

 

% di donne che hanno avuto rapporti sessuali tra la 29a. e la 32a. settimana di gravidanza

% di donne che hanno avuto rapporti sessuali tra la 33a. e la 34a. settimana di gravidanza

parto a termine

55 %

52 %

parto prematuro

38 %

30 %

I dati dimostrano che una sessualità soddisfacente non perturba una gravidanza normale. Tra l’altro, la probabilità di parto prematuro era inferiore tra le donne che vivevano con un partner rispetto alle donne single. La presenza di orgasmo non risulta essere un fattore negativo, e le donne che hanno portato a termine la gravidanza erano le più numerose a dichiararsi soddisfatte sotto questo punto di vista (63% contro 52%). Le donne che hanno partorito prematuramente hanno riconosciuto più spesso delle altre di aver provato un calo del desiderio durante la gravidanza (71% contro 57%), e sembra inoltre che per un buon numero di future mamme, ma non per tutte, la riduzione dell’attività sessuale sia associata alla comparsa di problemi medici (raccomandazione di riposo a letto, indicazioni chirurgiche, ricovero ospedaliero…). Infine, le conclusioni degli autori non sono state modificate neppure prendendo in considerazione la presenza di una vaginite batterica, un’infezione benigna molto frequente tra le donne. Questi risultati confermano le conclusioni di un ampio studio precedente condotto su 13.285 donne incinte, pubblicato nel 1993 da J.S. Read e colleghi, che aveva descritto una relazione inversa tra sessualità e prematurità. Il proseguimento della vita sessuale durante le ultime settimane di gravidanza non deve venire scoraggiata e per molte coppie potrebbe, ma questo resta da verificare, avere addirittura un effetto preventivo rispetto alla prematurità. In conclusione, a dispetto di queste conclusioni ottimiste, sembra preferibile restare prudenti quando la donna presenta un rischio elevato di prematurità. In effetti, i medici americani non escludono formalmente che per un piccolo numero di donne particolarmente esposte a questo rischio, le relazioni sessuali non possano in alcuni casi avere un effetto negativo. 

Obstetrics & Gynecology, 20
American Journal of Obstetrics and Gynecology, 168

Tra una trasformazione e l’altra, la sessualità continua…
Nelle donne la gravidanza induce modificazioni fisiche e psicologiche, o in altre parole, cambia tutto. Un’ottima occasione per esplorare in due una nuova sessualità. Oltre al relax e al piacere che procurano, i rapporti sessuali sono un momento privilegiato di complicità per la futura madre e il suo compagno. I cambiamenti fisici e il nuovo statuto di futuri genitori possono provocare una certa insicurezza, ed è qui che il riavvicinamento sessuale può essere di grande aiuto. Con il passare del tempo, le relazioni sessuali richiedono qualche adattamento, alcune posizioni diventano sempre più difficili, e negli ultimi tempi è spesso indispensabile far prova di immaginazione… Il desiderio sessuale dei due partner mostra una grande variabilità con il procedere della gravidanza: per alcuni non si avrà alcun cambiamento di rilievo, per altri la libido aumenterà, per altri si avrà un effetto deflattivo. Alcuni uomini mantengono per la propria compagna incinta un desiderio intatto, altri prendono le distanze e per il momento non sopportano alcun contatto sessuale. Per contro, alcune donne sono completamente assorbite dalla gravidanza e tendono a essere un po’ distanti dal compagno, e in questi casi comprensione e ascolto sono indispensabili. Se il desiderio è distribuito in maniera diseguale, come spesso avviene, la tenerezza è in genere la via principale per non far cambiare tono al rapporto mantenendo intatta l’intimità di coppia.

Alla fine della gravidanza si porrà poi per l’uomo la scelta tra assistere o non assistere al parto. Alcuni uomini sono reticenti, e vanno rispettati. La visione di un parto può essere traumatizzante ed è legittimo temere di non poter più erotizzare il corpo della compagna dopo averlo visto nelle condizioni estreme di un parto.

pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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