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/ Disfunzione erettile: il ruolo della donna
La
cura della disfunzione erettile
Sildenafil,
Vardenafil, Tadalafil: ormai consolidati dall’esperienza
positiva di milioni di pazienti in tutto il mondo, questi farmaci
agiscono sul pene facilitando il rilassamento del muscolo liscio
dei corpi cavernosi, aumentando così l’ingresso del sangue e la
sua ritenzione. Non influenzano il desiderio sessuale né
l’eiaculazione, ma migliorano l’erezione in proporzioni
variabili tra il 40 e l’80%. Poiché agiscono rinforzando i
normali meccanismi dell’erezione, questi farmaci possono essere
pienamente efficaci solo la loro assunzione è associata a una
stimolazione sessuale. Le differenze più rilevanti tra le diverse
molecole consistono nella velocità della comparsa dell’erezione
e nella durata dell’effetto
Fentolamina:
meno potente delle molecole citate sopra, agisce principalmente a
livello del pene stesso, e ha il vantaggio di comportare pochi
effetti collaterali. Utile nel caso di impossibilità di
assunzione di Sildenafil e affini, e in alcuni casi nei quali le
altre molecole non hanno prodotto risultati soddisfacenti o hanno
provocato effetti collaterali importanti
Apomorfina: agisce direttamente a livello del comando
dell’erezione situato nel cervello. È un medicamento
sub-linguale, perciò agisce molto rapidamente e può indurre
un’erezione in 12-15 minuti. La sua efficacia dipende dalla
presenza di una stimolazione sessuale
Iniezioni intracavernose:
il trattamento implica l’iniezione di una dosa precisa di
farmaco nel pene, per mezzo di una siringa. Nella maggior parte
degli uomini, il farmaco iniettato riesce a rilassare il muscolo
liscio dei corpi cavernosi, attivando il meccanismo
dell’erezione. Il dosaggio corretto viene stabilito dal medico.
Il farmaco viene iniettato 10-15 minuti prima del rapporto,
l’erezione compare in 15-20 minuti e dura in media tra i 30 e i
60 minuti. L’alprostadil è la molecola oggi più utilizzata nel
mondo per questo tipo di trattamento, nella misura in cui pur
essendo efficace ha pochi effetti collaterali

Somministrazione
transuretrale di Alprostadil: attraverso
un piccolo apparecchio brevettato chiamato MUSE®, viene
sommistrato l’alprostadil direttamente nel pene attraverso
l’uretra, il condotto che consente l’evacuazione delle urine.
Il farmaco penetra nel pene attraversando la parete dell’uretra
provocando un’erezione soddisfacente in circa il 43% dei
soggetti. La somministrazione transuretrale deve aver luogo circa
10-15 minuti prima del rapporto

I
sistemi a vuoto: si tratta di apparecchi
costituiti da un cilindro di materiale plastico e da una pompa che
permette di creare il vuoto. Il cilindro viene posto intorno al
pene e fermamente trattenuto contro il corpo, mentre alla base del
pene si spalma un gel per rendere il sistema più ermetico. La
pompa viene attivata manualmente o elettricamente in modo da
estrarre l’aria dal cilindro. Con questo procedimento, il sangue
aspirato si riverserà nei corpi cavernosi, inducendo la rigidità.
Un anello di gomma, preventivamente posizionato intorno alla base
del cilindro, viene fatto scivolare lungo la radice del pene per
trattenervi il sangue e mantenere l’erezione. Una volta ottenuta
l’erezione, il cilindro viene rimosso mentre l’anello può
essere lasciato in posizione per altri 30 minuti al massimo. Per
l’utilizzo di questi apparecchi è necessario un certo
allenamento

Le
protesi peniene: si tratta di cilindri
che vengono inseriti all’interno dei corpi cavernosi durante
un’operazione chirurgica. Le protesi rendono il pene
sufficientemente rigido per la penetrazione anche in assenza di
una vera e propria erezione. Le protesi malleabili o semirigide
sono le più semplici e le meno costose, ma provocano una
semi-erezione permanente e non sempre sono sufficienti ad
aumentare il diametro del pene perché il rapporto sia
soddisfacente in assenza di una tumescenza “complementare”. Le
protesi “gonfiabili” sono costituite invece da due cilindri
posti chirurgicamente all’interno dei corpi cavernosi, ma che
possono essere gonfiati a partire da un terzo serbatoio, quasi
sempre all’esterno del pene (per esempio sotto la parete
addominale, come nel modello illustrato in figura). L’aspetto
del pene è più naturale, ma la protesi è più costosa.


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