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Che
cos’è l’andologia?
L'andrologia, dal greco andros:
uomo e logos: discorso,
è una scienza relativamente giovane (22 anni fa nasceva negli
Stati Uniti L' A.S.A., American
Society of Andrology, che rappresentò il primo atto di
"indipendenza" degli andrologi, al quale seguì la
costituzione a Pisa, l'anno successivo, della S.I.A., la Società
italiana di Andrologia, grazie al lavoro del Prof. G.F.Menchini
Fabris, del quale mi onoro di essere allievo). Tale materia si è
dapprima lentamente e poi prepotentemente ritagliata il proprio
spazio, grazie all'attualità dei temi che tratta. Infatti, molti
passi in avanti sono stati fatti nella ricerca e nell'applicazione
clinica dei dati derivanti da sempre maggiori studi sugli
argomenti di andrologia (ai quali il Centro di Andrologia
dell'Università di Pisa, di cui faccio parte, ha dato il suo
valido contributo), e adesso è possibile identificare e trattare
con buona efficacia soggetti affetti da patologie un tempo
trascurate o sottovalutate nella loro importanza, specie per i
risvolti di carattere psicologico che implicano nella conduzione
di una normale vita affettiva e di relazione.
L’andrologia oggi
Attualmente le patologie di pertinenza andrologica hanno oramai
assunto un'importanza molto rilevante, tali da potere essere
inquadrate come vere e proprie malattie sociali.
Basti pensare al rilevante aumento dell'incidenza,
scientificamente provata, di problematiche quali l'infertilità
maschile e le disfunzioni erettili, alle quali si associano, e
talvolta ne sono causa, patologie tipiche dell'uomo da sempre
oggetto di studi, inerenti la sessuologia la sfera
prostato-vescicolare. E' stato provato che la fertilità da causa
maschile incide in almeno la metà dei casi sul totale delle coppie
infertili mentre da recenti studi si evincono percentuali
intorno al 13% di soggetti maschili affetti da disfunzioni
erettili, rappresentate non soltanto dalla ben nota "impotentia
erigendi", ma anche da alterazioni estetico-funzionali
dell'asta quali "induratio penis plastica" e recurvatuum
congenito.
La rilevanza dell'incidenza delle patologie prostato-vescicolari
nella determinazione delle sintomatologie uro-genitali, della
sfera sessuale e riproduttiva maschile è ben nota.
L'alterazione
dei meccanismi deputati alla salvaguardia della riproduzione della
specie coinvolge così vari organi strettamente collegati fra
loro, pur nella peculiarità delle funzioni che svolgono. Una
scadente qualità del liquido seminale potrà, ad esempio,
riflettere un difetto nello sviluppo della linea germinale delle
gonadi come, all'estremo, potrebbe rappresentare il risultato di
una flogosi sovrapposta prostato-vescicolare non trattata.
Allo
stesso modo, un deficit
erettile potrà riflettere un'eziologia multifattoriale,
determinata dalle interazioni tra cause organiche proprie e
funzionali sovrapposte dalla cosiddetta "ansia da
fallimento". E anche nel campo delle cause organiche, si apre
un ampio ventaglio di possibilità eziologiche. Il
problema, a nostro avviso, va
quindi visto e risolto in un'ottica di unità,
considerando quindi tutto
l'insieme degli organi che regolano la "qualità di
vita" dell'uomo (e di riflesso della partner), per poi
convergere laddove le indagini diagnostiche evidenziano il fulcro
del problema. Da tutto ciò si evince la stretta necessità di
collaborazione tra specialisti
di discipline diverse tale da poter affrontare l'argomento
nella sua unità e senza tralasciare la valutazione di aspetti
apparentemente secondari per la cura quali la psicologia del
paziente, che deve essere attentamente valutata e sostenuta per
ottenere i migliori risultati dalla terapia.
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