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La
“scuola europea in andrologia e chirurgia andrologica 2005”:
le impressioni del Dr. Littara
Cari
amici,
vorrei illustrarvi una iniziativa molto interessante a cui ho
partecipato il mese scorso, e che proseguirà nei mesi a seguire.
Sto parlando della “Scuola Europea in Andrologia e Chirurgia
Andrologica 2005”. Questo progetto, assolutamente
innovativo, è stato fortemente voluto dalla “Società
Italiana di Andrologia (S.I.A.)”, che è una società
scientifica giovane e brillante, e ha per soci quasi mille tra
uro-andrologi sparsi nel territorio nazionale. Punto di
riferimento dell’andrologia italiana, questa società ha avuto
il grande merito di prendersi a cuore, oltre agli aspetti comuni a
tutte le società scientifiche, anche quello della didattica dei
suoi soci. Ma come? In un modo veramente originale, unico nel
panorama italiano ed europeo del settore medico. Sono così stati
presi contatti ai più alti livelli con i maggiori centri
europei che si dedicano alla diagnosi e cura delle patologie
andrologiche, chiedendo loro disponibilità a ricevere in reparto
ed in sala operatoria un gruppo di uro-andrologi italiani, al fine
di accrescere il bagaglio culturale formativo di quest’ultimi, e
di stimolare la discussione sulle questioni andrologiche
tutt’ora controverse. La risposta è stata entusiastica, e
fondamentale si è rivelato l’apporto economico della Pfizer
Italia, multinazionale com’è noto presente nel mercato dei
farmaci andrologici. Una volta risolte le formalità burocratiche
ed economiche, si è trattato si scegliere, con selezione tra
titoli ed esperienze formative, un gruppo di andrologi aderenti
alla S.I.A., tutti con specifiche competenze ed esperienza nel
settore. La scelta è caduta su 50 soci, tra i quali il
sottoscritto, che avranno l’arduo ma stimolante compito di
recarsi presso i suddetti centri con lo scopo di accrescere il
loro bagaglio culturale, medico e chirurgico, riguardo lo “stato
dell’arte” della diagnosi e cura in andrologia.
I 50
andrologi, divisi in gruppi di poche persone, frequenteranno
quindi a rotazione i 6 Centri prescelti, ognuno per la durata di
una settimana, partecipando fattivamente alle attività di
reparto, ambulatorio e sala operatoria. La scelta dei Centri
pilota è caduta su Amburgo, Belgrado, Milano, Napoli, Trieste
e Pisa, ognuno dei quali selezionato per l’attività di
eccellenza in specifici campi della sfera andrologica, il tutto
organizzato e supervisionato dalla Società Italiana di Andrologia.
Il
giorno 16 di gennaio sono quindi partito alla volta di Amburgo, e
precisamente del “Center of Urology and Pediatric Urology”
AK Harburg, di Amburgo. Grazie ad una organizzazione
impeccabile, abbiamo trascorso una settimana intensa ma molto
gratificante dal punto di vista professionale. Ho infatti
assistito e partecipato a numerosi interventi chirurgici
uro-andrologici, e l’osservare il lavoro di alcuni tra i
migliori specialisti tedeschi del settore mi ha stimolato ad
apportare alcune piccole ma significative modifiche alla
mia condotta terapeutica, medica e chirurgica. Infatti, la mattina
era dedicata alle attività di sala operatoria, mentre al
pomeriggio venivano discussi i casi clinici, e le varie opzioni
terapeutiche. Potete immaginare quanto sia utile affrontare un
determinato caso discutendone con una ventina di specialisti, tra
italiani e locali, con ognuno dei quali che porta la propria
esperienza ed il proprio punto di vista. In particolare, la
chirurgia peniena è stata trattata in maniera molto
estesa, con numerosi interventi chirurgici di raddrizzamento,
correzione di Induratio penis plastica con e senza “patch”,
inserimento di protesi peniene, correzione di patologie dell’uetra,
fimosi, ecc…
In
definitiva, si è trattato di una esperienza formativa e di
scambio culturale estremamente utile e gratificante,che mi ha
permesso di acquisire ulteriori tecniche e schemi comportamentali
su alcuni degli argomenti più controversi in andrologia, medica e
chirurgica.
Sono
convinto che questi stages “pratici” rappresentino lo
strumento di gran lunga più utile per la cosiddetta “educazione
continua in medicina (ECM)”, alla quale tutti noi del
settore (medici ed infermieri) siamo per legge tenuti a
partecipare. Un conto è recarsi ad un congresso, pur prestigioso,
ascoltando gli oratori ed immaginando la situazione, ben diverso
è parteciparvi in prima persona, con lo specialista europeo che
ti spiega e ti guida durante gli interventi chirurgici.
A
marzo voleremo a Napoli, presso la struttura diretta dal
Prof. Mirone, past-president della S.I.A.
A
presto, per il racconto di questa nuova esperienza.
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