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Home / Approfondimenti / Siamo tutti bisessuali?

È possibili sentirsi allo stesso tempo eterosessuali e omosessuali? Il bisessuale è una persona che non ha ancora trovato la sua strada e quindi è instabile nelle sue scelte, oppure è qualcuno che sa raggiungere la pienezza variando le sue relazioni?

La bisessualità non ha ancora una definizione assoluta e definitiva, anzi alcuni autori negano perfino che esista. La prima inchiesta sociologica sull’argomento, comparsa in Sexual behavior in the human male,  si deve ad Alfred Kinsey negli anni ’50. In quest’opera, Kinsey fa scoprire a un’America sedicente puritana che una percentuale compresa tra il 33 e il 46% degli uomini è bisessuale, così come il 15-25% delle donne. In questa categoria l’autore include le persone che hanno avuto un’esperienza omosessuale nell’adolescenza, anche se successivamente il soggetto ha avuto solo relazioni eterosessuali. In quella occasione Kinsey crea una scala per valutare la bisessualità in funzione dell’attrazione più o meno marcata verso l’uno o l’altro sesso; la scala va da 0 per gli eterosessuali fino a 6 per gli omosessuali, e chi riceve per esempio un voto di 3 è una persona che si sente attirata altrettanto dagli uomini e dalle donne.

Secondo una ricerca condotta da Weinberg e Williams negli Stati Uniti nel 1994 con criteri di selezione più stretti, i bisessuali sarebbero in effetti poco numerosi, dato confermato da un’inchiesta successiva di Spira che rivela che la bisessualità riguarderebbe solo il 2% della popolazione, una proporzione molto vicina a quella degli omosessuali (3%).

Come si può osservare, i risultati sono troppo dispersivi e contraddittori per fare davvero chiarezza sull’argomento, anche se ulteriori studi sono in corso: secondo i dati preliminari di Lang, che ha condotto una ricerca in proposito, i bisessuali esisterebbero eccome, con un loro stile di vita e gusti sociali ben distinti da quelli degli omosessuali e degli eterosessuali. L’indagine ha anche evidenziato che numerosi uomini bisessuali provano un grande senso di colpa riguardo alla loro inclinazione sessuale.

E le donne ?
Come ormai tutti sanno, la sessualità femminile è diversa da quella maschile su moltissimo piani. E a mano a mano che la ricerca avanza, si comprende a poco a poco l’ampiezza di questo fenomeno. Ultima scoperta: l’eccitazione della donna non corrisponde al suo orientamento sessuale. Dopo anni e anni di ricerca in sessuologia e in psicologia, la sessualità maschile ha rivelato lentamente i suoi segreti, al contrario di quella femminile, che resta ancora misteriosa per molti aspetti. Studi precedenti hanno consentito di confermare la relativa semplicità dell’eccitazione sessuale maschile, la cui risposta è in accordo con l’orientamento sessuale: gli omosessuali sono eccitati da immagini di uomini, gli eterosessuali da quelle di donne. Questa specificità dell’eccitazione maschile è stata misurata in maniera soggettiva (autodichiarazione sullo stato di eccitazione) ed esplicita (erezione), e strumenti di misura complessi e articolati hanno facilmente potuto dimostrare la correlazione tra i due. Ma pochi studi si sono invece interessati alle donne e alla loro sessualità, per decenni considerata un semplice riflesso di quella del partner maschile.

Per spiegare la bisessualità è stata naturalmente chiamata in causa anche la biologia, ed ecco allora i dibattiti sull’innato dell’identità sessuale: l’ambiguità sessuale sarebbe naturale, secondo alcuni, perché tutti gli embrioni sono femmine fino alla 5a o 6a settimana di vita fetale, cioè fino al momento in cui entrano in attività gli androgeni fetali. Questa teoria si ricongiunge a quella che Freud sviluppa nei Tre Saggi sulla Teoria della Sessualità, degli inizi del 1900, nei quali sostiene che tutti nascono bisessuali e che l’orientamento sessuale compare successivamente attraverso complessi processi nei quali la socializzazione è la chiave di volta; e tuttavia, malgrado la comparsa di queste preferenze, ciascuno oscillerebbe per tutta la vita tra sentimenti eterosessuali e omosessuali, scriverà Freud in seguito.

Ciò che è certo, e che anche cambiando i luoghi e le epoche nelle quali situarla, la bisessualità è sempre esistita ed è universale: secondo gli antropologi americani Ford e Beach, alcune forme di omosessualità e di bisessualità sono state osservate ed erano ben accette in ben 49 società tribali sulle 76 studiate tra il 1920 e il 1950. Tuttavia, i dibattiti non devono nascondere una realtà più tangibile, che è quella evidenziata dai movimenti di riconoscimento della bisessualità, ormai vere e proprie “istituzioni” che hanno le proprie associazioni, dei siti internet dedicati, i propri organi di stampa, e il cui intento è di far conoscere (e riconoscere) la loro singolarità e combattere l’ostilità tanto degli ambienti omosessuali, quanto di quelli eterosessuali.

Etero, omo o bi? La preferenza sessuale
Come ha scritto qualcuno, nessuno è libero di essere omosessuale o di non esserlo, e un uomo o una donna non sarebbero liberi di dire o no alla propria natura, ma solo di mettere in pratica le loro tendenze oppure di rimuoverle.

Alla nascita l’essere umano è il più sprovveduto di tutti i mammiferi anche per quanto riguarda la sua sessualità, che in effetti si costruisce nel tempo in funzione dell’ambiente familiare e sociale del bambino, dell’adolescente e poi dell’adulto, che fornisce il tipo di apprendimento possibile e il quadro entro il quale realizzarlo. Ciascuno integrerà a proprio modo le sue esperienze sensoriali, sessuali ed emotive nel proprio progetto di vita, e queste gli consentiranno di scoprire chi è e di scegliere, come conseguenza, chi vuole essere. Gli adulti si ritrovano non a caso in una grande varietà di comportamenti che spaziano dall’eterosessualità esclusiva all’omosessualità totale, passando per tutte le proporzioni di rapporto tra i due; se questo fosse vero, la maggioranza degli esseri umani sarebbe bisessuale, con proporzioni diverse tra la parte omosessuale e la parte eterosessuale.

Adolescenza e sessualità
Durante l’adolescenza, all’inizio dell’età adulta, molti ragazzi e ragazze, giovani uomini e giovani donne, si interrogano sui sentimenti che provano e che scoprono. La sessualità, ancora oggi un tabù, affascina e intriga, e quella degli altri rinvia spesso alle proprie pratiche e ai propri dubbi, accompagnati da una pressione sociale che obbliga ciascuno a definirsi in rapporto al proprio orientamento sessuale. Durante l’adolescenza questa pressione è spesso difficile da vivere e molti giovani cercano di sapere con accanimento a quale categoria appartengono. Omo o etero, spesso hanno la sensazione di dover scegliere un campo e cercano perciò affannosamente dentro di sé i segni e le prove che dimostrerebbero la loro appartenenza a un gruppo o all’altro. Ma la sessualità non è fatta di categorie; ogni individuo la vive in modo diverso, e in materia non esistono regole. Meglio perciò darsi il tempo di imparare a conoscersi e a scoprire i propri desideri, tenendo presente che non tutte le esperienze sono definitive e che non rappresentano necessariamente un impegno per l’avvenire. Provare un affetto speciale per il proprio migliore amico non significa per forza che si è gay, così come masturbarsi tra compagni guardando un film porno non è una pratica esclusiva degli omosessuali. Per trovare il proprio equilibrio si passa quasi sempre attraverso la scoperta del proprio corpo e i tentativi di conoscenza di quello degli altri, e bisogna darsi tempo. Tra omosessualità esclusiva ed eterosessualità esclusiva esiste un’intera gamma di sfumature, e ciascuno farà il proprio cammino per sapere dove si colloca. Si osservi anche che si può sapere di essere omosessuali senza aver mai avuto esperienze sessuali con persone del proprio sesso…

Tuttavia, molti adulti non passano mai all’atto nella loro tendenza minoritaria, così vi sono eterosessuali che non hanno mai esperienze omosessuali, così come vi sono omosessuali che non hanno mai esperienze eterosessuali, mentre altri hanno tentato ma senza trovarvi motivazioni sufficienti per perseverare, e altri ancora, infine, continueranno per tutta la vita a essere bisessuali, incontro dopo incontro. La focalizzazione sulla sessualità non deve far dimenticare che un numero non trascurabile di individui non stabilisce rapporti sessuali con altre persone, e che esistono omosessuali e bisessuali che vivono in assoluta castità. Insomma, ciascuno attribuisce al piacere sessuale un posto particolare, e a un certo tipo di piacere un posto piuttosto che un altro all’interno della propria vita - “questo problema fa parte del più vasto problema del libero arbitrio in generale: la scelta della strada in cui si abita, dei vestiti che si indossano, di ciò che si mangia”, scrive Kinsey.

Un etero molto gay?
Un eterosessuale maschio su 10 ha già avuto un rapporto omosessuale. È questo il risultato messo in evidenza da uno studio condotto su 4.200 uomini di New York dal team di ricerca di Pathela. Tra questi, il 91% si è dichiarato eterosessuale, il 4% gay e il 5% bisessuale (o non ha voluto rispondere alla domanda). Puntando l’attenzione sugli eterosessuali, è emerso che il 10% di loro ha raccontato di avere avuto una relazione sessuale con almeno un uomo nell’anno precedente; il 70% di questi uomini è sposato. In confronto agli uomini che si sono dichiarati gay, spesso appartenevano a una minoranza etnica, erano più spesso nati all’estero e avevano un livello di educazione inferiore. Insomma, è quella che Pasini definirebbe una perversione soft, “che consiste nel realizzare dei fantasmi che fino ad allora non avevano superato l’immaginario sessuale. A titolo individuale, alcuni uomini possono avere un’avventura omosessuale “per vedere”, senza per questo diventare omosessuali”.

Dal punto di vista medico, omosessualità e bisessualità non sono malattie, ma semplicemente varianti comportamentali allo stesso titolo dell’eterosessualità; dal punto di vista della morale laica, infine, il cui fondamento è la proibizione di nuocere agli altri, a partire dal XVIII secolo i filosofi hanno iniziato a non condannare più omosessualità e bisessualità.
pagina aggiornata a venerdì 28 febbraio 2014
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