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/ Azoospermia e prelievo chirurgico degli spermatozoi: tecniche a confronto
Negli
ultimi anni, pochi settori della moderna scienza medica hanno
conosciuto un’evoluzione esplosiva paragonabile a quella della
Medicina della Riproduzione, soprattutto nell’ambito della
cura dell’infertilità maschile.
Grazie a innovazioni quali la microiniezione di
spermatozoi (ICSI) e le tecniche avanzate di prelievo
chirurgico degli spermatozoi dall’epididimo e dai testicoli,
oggi è possibile trattare condizioni quali il fallimento
testicolare o l’azoospermia ostruttiva, che in
passato avrebbero consegnato un uomo a un’infertilità senza
rimedio. In particolare, la ICSI è una tecnica molto efficiente
di fecondazione, a patto che gli spermatozoi siano fertili e che
possano essere prelevati dal tratto riproduttivo maschile.
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La
ICSI, microiniezione di spermatozoi o
IntraCytoplasmatic
Sperm Injection, è una tecnica di micromanipolazione
che consiste nell’iniettare un unico spermatozoo,
accuratamente scelto per le sue caratteristiche,
all’interno dell’ovulo femminile. Si tratta di una
tecnica di Fecondazione Assistita che viene
praticata in caso di gravi anomalie dello
sperma.
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Valutazione
dell’uomo con azoospermia
Negli
uomini con un ridotto volume seminale (< 1ml) è utile
effettuare un’analisi dell’urina post-eiaculazione per
escludere un’eiaculazione
retrograda,
una condizione comune nei diabetici. La storia (anamnesi) completa
del paziente è indispensabile per valutare i fattori di rischio
che possono aver provocato l’azoospermia (assenza di spermatozoi
nell’eiaculato), quali il criptorchidismo,
l’ernia inguinale, o una storia familiare di fibrosi cistica.
Una storia di criptorchidismo associata una capacità testicolare
di 8 ml è segno di una probabile azoospermia
non ostruttiva,
mentre un’agenesia bilaterale (assenza congenita) dei vasi
deferenti associata un volume testicolare maggiore o uguale a 16
ml depone a favore di un’azoospermia
ostruttiva.
L’esame fisico deve essere particolarmente accurato, con
un’attenzione speciale al volume dei testicoli (valore normale
circa 15 ml), alla presenza di dilatazione dell’epididimo pieno,
che suggerisce la presenza di un’ostruzione, e all’esistenza
dei vasi deferenti. Uno scrupoloso esame dei testicoli consente
inoltre di sospettare la presenza di un tumore dei testicoli, una
causa non rara di azoospermia. L’ecografia scrotale può essere
di aiuto per i pazienti che presentano masse scrotali o hanno una
storia di criptorchidismo.
Valutazione
dell’uomo con azoospermia non ostruttiva (fallimento
testicolare)
Nell’azoospermia non ostruttiva l’eiaculato non contiene
spermatozoi a causa di una grave anomalia nella spermogenesi, la
produzione di sperma da parte dei testicoli. La maggior parte dei
soggetti con azoospermia non ostruttiva mostra testicoli con
volume ridotto, alti valori di ormone follicolostimolante (FSH) e
gli epididimi sono vuoti. In questa condizione, la biopsia
diagnostico-terapeutica dei testicoli conferma un’anomala
spermatogenesi. Gli schemi istologici rilevati negli uomini con
azoospermia non ostruttiva sono:
-
sindrome
a sole cellule di Sertoli.
Sono presenti esclusivamente le cellule di Sertoli, mentre
sono assenti nei tubuli seminiferi sono assenti le cellule
germinali
-
arresto
della maturazione. Nei tuboli seminiferi sono
presenti le cellule di Sertoli e cellule germinali immature
-
ipospermatogenesi.
Nei tubuli seminiferi è presente un numero ridotto di
cellule germinali ma nei testicoli sono presenti rari o
immaturi spermatici.
La
differenza tra azoospermia ostruttiva e azoospermia
non-ostruttiva
Prima
di iniziare qualunque trattamento di Fecondazione Assistita in
una coppia nella quale l’uomo ha l’azoospermia, è
indispensabile distinguere se l’assenza di spermatozoi
nell’eiaculato è dovuta a un processo ostruttivo o non
ostruttivo. Gli uomini con eiaculazione retrograda non
necessitano di procedure invasive di prelievo degli spermatozoi,
in quanto lo sperma può essere isolato dall’urina e
cateterizzato dalla vescica per poi essere impiegato (raramente)
nella Inseminazione IntraUterina (IUI) o (più frequentemente)
nella Fecondazione in Vitro (FIV).
La distinzione tra le due tipologie di azoospermia è molto
importante. Gli uomini con azoospermia ostruttiva possono
sottoporsi a ricostruzione microchirurgica del tratto
riproduttivo, mentre per gli uomini con azoospermia non
ostruttiva esiste un rischio reale di non poter prelevare gli
spermatozoi, rischio del quale le coppie devono essere informate
prima di tentare la riproduzione assistita con prelievo
chirurgico dello sperma e ICSI. Spesso gli uomini con
azoospermia non ostruttiva hanno un’anomalia genetica che
causa l’assenza di spermatozoi, mentre negli uomini con
assenza congenita dei vasi deferenti è più frequente rilevare
anomalie del gene della fibrosi cistica.
La qualità degli spermatozoi nell’azoospermia ostruttiva e
non ostruttiva
Nell’azoospermia ostruttiva, gli epididimi ostruiti
o l’assenza congenita del vaso deferente mostrano lo schema
opposto di qualità dello sperma: la qualità spermatica
ottimale è presente nell’epididimo prossimale, mentre nei
segmenti distali la qualità è scarsa. Il prelievo degli
spermatozoi dovrebbe perciò essere effettuato dagli epididimi
prossimali ostruiti e dai testicoli, ove è possibile ottenere
quantità maggiori di spermatozoi mobili: fino a 1 milione di
spermatozoi/μl.
Nell’azoospermia
non ostruttiva si può osservare che gli spermatozoi
prelevati sono immobili oppure si muovono in maniera anomale. In
questa condizione è presente una ridotta produzione di
spermatozoi nei testicoli, nonostante il fatto che questi ne
rilascino una quantità insufficiente nell’eiaculato. In
genere, lo sperma testicolare mostra una certa mobilità dopo
qualche ora di incubazione in vitro. L’iniziale assenza di
motilità non riflette necessariamente l’assenza di vitalità
dello sperma testicolare, poiché questi spermatozoi non hanno
mai acquisito alcuna motilità. In ogni caso, lo sperma non
mobile eiaculato ha acquisito e poi perso motilità, e non è
adatto per la ICSI.
I criteri tipici dell’ipoproduzione di spermatozoi, compresi
gli alti livelli sierici di FSH o il ridotto volume testicolare,
non sono predittivi di quale paziente presenterà spermatozoi
durante il prelievo chirurgico testicolare, come non lo sono i
risultati istologici della biopsia testicolare diagnostica
(sindrome a sole cellule di Sertoli, arresto della maturazione,
ipospermatogenesi). Tuttavia, alcuni centri di Fecondazione
Assistita richiedono una biopsia diagnostica prima
dell’estrazione testicolare di spermatozoi (TESE) al fine di
escludere un carcinoma in-situ, presente in una certa
percentuale di uomini con azoospermia non ostruttiva che
richiedono un trattamento con TESE ed ICSI.
Il prelievo chirurgico degli spermatozoi è ovviamente riservato
ai casi più gravi di infertilità maschile: vasectomia non
reversibile, azoospermia ostruttiva, azoospermia non ostruttiva.
Si osservi che secondo alcuni autori il prelievo degli
spermatozoi non è indicato in congiunzione all’Inseminazione
IntraUterina (IUI) in quanto l’intervento non può recuperare
l’elevata quantità di spermatozoi richiesta per la IUI, ma
piuttosto una quantità di spermatozoi adeguata alla selezione
di un unico spermatozoo che verrà iniettato in un unico
ovocita per produrre un embrione.
È possibile
prelevare gli spermatozoi sia dai testicoli, sia dagli
epididimi, in funzione della loro capacità riproduttiva. Le
tecniche di prelievo chirurgico degli spermatozoi sono 5:
-
TESE,
Estrazione dello Sperma Testicolare (estrazione degli
spermatozoi tramite biopsia testicolare)
-
TESA,
Aspirazione dello Sperma Testicolare (aspirazione diretta
dal testicolo)
-
PESA,
Aspirazione Percutanea dello Sperma Epididimale (aspirazione
dall’epididimo)
-
Micro-TESE,
Estrazione Microchirurgica di Sperma Testicolare (mTESE,
estrazione degli spermatozoi tramite biopsia testicolare in
campo magnificato)
-
MESA,
Estrazione Microchirurgica di Sperma Testicolare (microaspirazione
dall’epididimo)
L’aspirazione
viene effettuata per mezzo di un sottile catetere che
aspira gli spermatozoi presenti nell’epididimo o nei
testicoli, mentre l’estrazione viene effettuata attraverso
una sottile incisione nello scroto cui segue l’apertura
del testicolo dal quale possono essere prelevati minuscoli
frammenti del tessuto che produce sperma. La scelta della
tecnica più adeguata al singolo paziente viene fatta in
funzione della sua storia, dei dati anamnestici raccolti, e
del rapporto tra benefici e rischi di ogni singola modalità
chirurgica.
Le tecniche a confronto
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Tecnica
chirurgica
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Vantaggi
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Rischi/Svantaggi
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TESE
estrazione degli spermatozoi tramite biopsia
testicolare
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anestesia
locale
veloce
ripetibile
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se
l’azoospermia è non ostruttiva, prelievo di un
numero minore di spermatozoi
rischio di danno/atrofia testicolare
richiede l’esplorazione scrotale
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TESA
aspirazione diretta dal testicolo
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anestesia
locale
veloce
ripetibile
minimo fastidio post-operatorio
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prelievo
di un numero minore di spermatozoi
contaminazione del sangue
rischio di ematoma
rischio di danno/atrofia testicolare
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PESA
aspirazione dall’epididimo
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anestesia
locale
veloce
ripetibile
minimo fastidio post-operatorio
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fattibilità
in funzione dell’anatomia del paziente
prelievo di un numero minore di spermatozoi
contaminazione del sangue
rischio di ematoma
danno ai tessuti adiacenti
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Micro-TESE
estrazione
degli spermatozoi tramite biopsia testicolare in
campo magnificato
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l’indicazione
migliore è per azoospermia non ostruttiva
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anestesia
totale
procedura chirurgica lenta
rischio di danno testicolare
fastidio post-operatorio
minimamente ripetibile
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MESA
microaspirazione dall’epididimo
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contaminazione
del sangue
prelievo di un numero elevato di spermatozoi
maggiore probabilità di successo riproduttivo
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anestesia
totale
richiede esplorazione scrotale
rischio di ematoma
fastidio post-operatorio
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