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La ipertrofia prostatica benigna
La prostata è una ghiandola accessoria del sistema riproduttivo maschile. Essa secerne un liquido chiaro che, unendosi allo sperma, lo mantiene vitale. È localizzata sotto la vescica e circonda l'uretra, cioè il condotto che porta all'esterno le urine dalla vescica. Allo stato normale la prostata nell'adulto ha la forma di una castagna, con una lunghezza di 3 cm, una larghezza di 4 cm, uno spessore di 25 mm e un peso medio di 20 gr. Le dimensioni però variano secondo l'età e secondo i soggetti. Dopo i 50 anni la parte centrale della prostata tende a crescere dislocando all'esterno la ghiandola vera e propria. Questa parte, chiamata adenoma prostatico, fa raggiungere alla prostata dimensioni fino a due-tre volte quelle normali. Non è noto perché questo accada, ma si pensa che ciò sia dovuto alle variazioni ormonali che sopraggiungono con l'età.

  • la prostata è una ghiandola sessuale accessoria dell’apparato riproduttivo maschile; localizzata tra la vescica e l’ampolla dei vasi deferenti, si apre all’interno dell’uretra

  • ha normalmente le dimensioni di una piccola castagna, avvolge l’uretra ed è circondata da una capsula fibrosa rigida

  • durante l’eiaculazione, la prostata produce il fluido prostatico alcalino che, insieme alle secrezioni dei testicoli, delle vescicole seminali, dell’uretra e delle ghiandole bulbo-uretrali, forma il liquido seminale

La struttura della prostata

si possono identificare quattro regioni distinte della prostata, derivanti da diversi segmenti dell’uretra prostatica:

  • circa 1/3 dell’intera prostata è formato dalla regione anteriore, o fibromuscolare ventrale non ghiandolare

  • la porzione rimanente è costituita dalla prostata ghiandolare, suddivisa in tre zone:

  • zona periferica (70%): porzione laterale/posteriore della prostata

  • zona centrale (25%); circonda i dotti eiaculatori

  • zona di transizione (5-10%); due piccoli lobi indipendenti

Che cosa succede quando cresce l’adenoma?
L'adenoma crescendo va a restringere l'uretra rendendo difficoltosa l'uscita dell'urina. La vescica di conseguenza è costretta a lavorare di più per superare l'ostacolo rappresentato dall'adenoma. Con il tempo essa si sfianca, diventa meno efficiente e si possono formare dei diverticoli (ernie vescicali). Può anche non espellere all'esterno tutto il suo contenuto: rimane, cioè, un residuo di urina al termine della minzione; questo può essere causa di possibili infezioni vescicali e di calcolosi. Si chiama adenoma un nuovo tessuto, di natura benigna, che nasce all'interno della prostata ed ipertrofia prostatica quel processo che indica la crescita della ghiandola prostatica. In pratica, quindi, i due termini indicano la stessa malattia.

Sviluppo ed eziologia della IPB (Ipertrofia Prostatica Benigna)

  • la IPB è la neoplasia (nuova formazione di tessuti, di natura patologica) più frequente nell’uomo

  • nella quinta e nella nona decade di vita le alterazioni patologiche della malattia sono riscontrabili rispettivamente nel 50% e nel 90% degli uomini

  • la IPB ha un’eziologia multifattoriale, ma due requisiti fondamentali: la presenza dei testicoli, e l’invecchiamento

Sintomi legati all’adenoma prostatico
Inizialmente i sintomi sono piuttosto sfumati in quanto il muscolo vescicale, per un certo tempo, è in grado di compensare l'aumentata resistenza al flusso urinario. Successivamente questo diventa inefficiente e progressivamente si possono manifestare uno o più di questi sintomi:

  • diminuzione del calibro e del getto urinario
    esitazione nell'iniziare la minzione
    bisogno urgente di urinare con la perdita involontaria di qualche goccia di urina

  • bisogno di urinare più spesso specialmente la notte

  • minzione in più tempi
    sensazione di incompleto svuotamento della vescica

  • incapacità completa di urinare (ritenzione)

  • il lobo mediano protunde all’interno della base della vescica

  • l’uretra prostatica si restringe  

  • la parete della vescica evidenzia trabecolazioni (vescica sotto sforzo) e ispessimento

Quali sono le cause dell’ipertrofia prostatica?
Benché lo svilupparsi di un'ipertrofia prostatica sia un fenomeno quasi universale nell'uomo anziano, non sono ancora note le cause e la patogenesi di tale malattia. I tentativi di identificare i fattori di rischio, basati su studi epidemiologici, non sono stati molto utili. È stato però confermato che non vi è una correlazione con lo stato socio-economico, la celibanza, i gruppi sanguigni, l'uso di tabacco o di alcolici, le malattie cardiovascolari, il diabete, l'ipertensione e la cirrosi epatica. Inoltre non è stata dimostrata la correlazione con il tumore prostatico. I due fattori principali necessari per l'instaurarsi dell'ipertrofia prostatica benigna nell'uomo sono rappresentati:

  1. dalla presenza dei testicoli quale fonte di ormoni maschili

  2. dall'età

Incidenza dell’ipertrofia prostatica: benché l'ipertrofia prostatica sia una malattia che interessa principalmente gli uomini oltre i 50 anni, qualche volta colpisce i soggetti più giovani.

Malattie legate alla prostata: la prostatite 
L'infezione alla ghiandola prostatica viene definita come prostatite. Si presenta con sintomi quali senso di peso perineale, dolenzia sovra-pubica e testicolare. Si diagnostica con l'esame obiettivo e l'anamnesi, l'ecografia prostato-vescicolare trans-rettale, e gli esami di laboratorio per la ricerca dei microrganismi nel liquido seminale, nel secreto prostatico e nelle urine. Può essere associata ad una ipertrofia adenomatosa ed aggravare l'ostruzione urinaria per il rigonfiamento infiammatorio che ne deriva.

Malattie legate alla prostata: il carcinoma
È un tumore maligno della prostata. Si sviluppa, in genere, nelle porzioni più periferiche della ghiandola prostatica (lobo posteriore) e si apprezza, mediante una semplice esplorazione rettale, come un'area di consistenza aumentata che verrà sottoposta a biopsia. È una malattia completamente indipendente dall'adenoma prostatico e può svilupparsi anche nei soggetti sottoposti ad intervento di Adenomectomia sia per via trans-uretrale sia trans-vescicale. Colpisce l'uomo con una frequenza crescente con l'età raggiungendo anche il 70% al di sopra dei 70 anni. Un'esplorazione annuale nei soggetti adulti oltre i 50 anni permette di evidenziare la malattia nelle fasi iniziali laddove è ancora curabile.

Eziologia della IPB: le ipotesi principali

  • il processo molecolare alla base dello sviluppo della IPB non è del tutto noto, ma è fortemente condizionato dalla presenza di androgeni e dall’età
  • sono state formulate diverse ipotesi per spiegare la patogenesi della IPB
    • ipotesi di diidrotestosterone (DHT/invecchiamento)
    • squilibrio estrogeni-testosterone
    • teoria dell’ossidoreduttasi
    • teoria infiammatoria dei fattori di crescita
    • concetto di cellule staminali

Alterazioni della vescica e complicanze

Alterazioni vescicali

  • Nelle fasi precoci dell’ostruzione cervico-uretrale, il flusso è preservato grazie all’aumento della pressione generata dall’ipertrofia del muscolo pubovescicale

  • Con il proseguire dell’ostruzione si instaura un’ipertrofia della muscolatura liscia, che precede l’infiltrazione del tessuto connettivo e la riduzione dell’innervazione parasimpatica

  • L’insieme di questi eventi porta alla compromissione dello svuotamento per riduzione della compliance della parete vescicale, e per instabilità secondaria del muscolo pubovescicale

  • Infine, le alterazioni citate si traducono nella persistenza dei sintomi quali frequenza, urgenza, incontinenza impellente

tutte le immagini e i testi scritti in arancione sono 
© GSK GlaxoSmithKline

pagina aggiornata a lunedì 22 novembre 2010
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