|
Home / Andrologia
/ I testicoli
Ecografia
testicolare
a
cura di Domenicantonio
Comparato
Abbandoniamo la
saletta esami - affollata e popolata da personaggi come il
“Gerardo” o “Pallidino”(vedere ecografia della prostata)
-e trasferiamoci nella stanza più silenziosa del mio studio per
parlare della ecografia testicolare…Le
borse scrotali sono facilmente esplorabili ecograficamente.
Utilizzando sonde ad alta frequenza (es. 10 MHz) i dettagli
ottenibili sono elevatissimi.
Come si
svolge l'ecografia
Non
è necessaria alcuna preparazione. L’esame si esegue
posizionando la sonda cosparsa di gel al livello delle borse
scrotali e regioni limitrofe. Per lo studio del varicocele (vedere
oltre) potrà essere necessario esaminare il paziente in posizione
eretta o fargli compiere da sdraiato la cosiddetta “manovra di
Valsava” (espirazione forzata a glottide chiusa). In pratica la
manovra di Valsava viene eseguita facendo chiudere il naso e la
bocca al paziente e invitandolo a “soffiare” contro
resistenza, in maniera da aumentare la pressione endoaddominale
Reperti
normali
I
testicoli appaiono come strutture omogenee di medio alta
ecogenicità e con vascolarizzazione caratteristica.
Spesso si visualizzeranno le “appendici del testicolo”
minuscole strutture accessorie su base congenita prive di
significato clinico (se si escludono rari casi di torsione di tali
strutture). Anche le borse scrotali saranno ben visibili. Gli
epididimi sono due strutture (una per lato) a forma di
“cavalluccio marino” situate a ridosso dei testicoli (didimi)
e formate da un insieme di tubuli che veicolano lo sperma
continuandosi nel dotto deferente il quale all’interno del
funicolo spermatico (costituito oltre che dal deferente anche da
vasi e tessuto connettivale) attraversa il canale inguinale per
entrare in cavità addominale e sfociare all’interno della
prostata. Tali strutture si studieranno agevolmente con
l’ecografia che sarà in grado di fornire importantissime
notizie sul loro stato. In contemporanea alla immagine ecografica
si potrà visualizzare la vascolarizzazione dei testicoli e degli
epididimi utilizzando il color doppler
Reperti
patologici
>
Orchite:
rappresenta
la “infiammazione” dei
testicoli e può verificarsi per varie cause sia correlabili a
malattie sistemiche che locali, infiammatorie e non. Tipica è
l’orchite che a volte insorge dopo avere contratto la parotite
epidemica (orecchioni). L’ecografia evidenziarà alterazioni
della struttura ed in genere aumento della vascolarizzazione dei
testicoli
>
Torsioni:
in questi casi per varie ragioni (eccessiva mobilità del
testicolo, per esempio) il
sangue non affluirà
normalmente. Esistono forme di varia gravità e la diagnosi
tempestiva è fondamentale per la salvezza del testicolo stesso.
L’eco evidenzierà a seconda dei casi, disomogeneità
strutturali e riduzione o assenza della vascolarizzazione del
didimo al color doppler sia periferica che centrale
>
Noduli
testicolari: qualsiasi nodulo testicolare necessita di una
estrema attenzione….le cisti intratesticolari (formazioni
liquide a pareti lisce) sono rare e rappresentano forse gli unici
reperti intratesticolari potenzialmente non pericolosi. Qualsiasi
nodulo solido anche se asintomatico, necessiterà di esame
istologico e di integrazione con markers ematochimici (es
gonodatropina corionica etc). L’ecografia
può svelare anche noduli
piccolissimi. E’ quindi fondamentale sottoporsi almeno ogni
anno ad ecografia testicolare, a tutte le età, per prevenzione
>
Idrocele:
consiste nella presenza
stabile o transitoria di liquido eccessivo nelle borse (una
piccola quantità di liquido peritesticolare rappresenta
condizione normale). Può essere conseguenza di infiammazioni (didimo
ed epididimo) o tumori testicolari, ma anche congenito. Nella vita
fetale infatti i testicoli si trovano in cavità addominale. Verso
il termine della gravidanza migrano attraverso una sorta di
“tunnel” nelle borse scrotali. Alla nascita tale tunnel
normalmente si chiude. Quando questo non si verifica o avviene in
maniera errata, potrà residuare un “tramite” che permetterà
al liquido endoaddominale di fluire nelle borse. Altre volte si
insinueranno vere e proprie ernie o residueranno cisti del cordone
spermatico (a volte concausa di infertilità). L’idrocele quando
non associato a patologie scrotali di solito non crea danni ai
testicoli.
>
Varicocele:
è’ costituito da una dilatazione
delle vene situate intorno al testicolo e da un “ristagno” del
sangue peritesticolare con conseguente riscaldamento - con il
trascorre degli anni- del testicolo stesso e potenziale rischio
per la produzione degli spermatozoi (ma non ormonale). Il color
doppler permette di evidenziare varicoceli molto piccoli e di
classificare il varicocele in 4 stadi in base anche
all’eventuale inversione del flusso di sangue durante la manovra
di Valsava precedentemente citata. Il primo grado non richiede
correzione in quanto è in realtà presente quasi in tutti i
soggetti. Il secondo grado e ancor più il terzo ed il quarto
richiedono trattamento chirurgico. Il più delle volte il
varicocele è “costituzionale”. Solo in casi rari un
varicocele a sinistra potrebbe essere l’espressione di una massa
perirenale o addominale. Dopo un intervento chirurgico,
l’ecografia è indispensabile per discriminare fra vere
eventuali recidive (nelle quali si osserva un inversione di flusso
sotto Valsala nelle vene peritesticolari) dalle false recidive
caratterizzate da visibilità accentuata dei vasi venosi
peritesticolari, ma non da inversione del flusso
>
Speratocele:
è’ una dilatazione dei
tubuli che si trovano negli epididimi. Può contenere sperma e
può essere causato da infiammazioni, ma a volte non si identifica
una vera causa. Può essere associato ad infertilità. Una sua
quasi variante è rappresentata dalla cosiddetta “estasia della
rete testits” cioè da una dilatazione di dotti di calibro
inferiore intratesticolari che costituiscono appunto la “rete
testis”. In questo caso le ripercussioni sulla fertilità sono
generalmente inferiori o assenti. Ecograficamente lo spermatocele
risulterà agevolmente discriminabile soprattutto con il color
doppler che permetterà una sicura diagnosi differenziale con il
varicocele (che può causare immagini ecografiche simili) in
quanto il varicocele essendo costituito da vasi presentarà-
flusso vascolare, assente nello spermatocele
>
Epididimiti:
sono costituite da infiammazione
degli epididimi. Come nelle orchiti (infezioni testicolari) il
quadro clinico può essere dominato dal dolore e dal gonfiore di
varia entità) Il quadro ecografico e color doppler è spesso
caratteristico e non sussistono dubbi di diagnosi sia nelle forme
acute che croniche
>
Cisti
dell’epididimo: sono reperti frequentissimi soprattutto
nella parte superiore degli epididimi (testa) e se millimetriche
non rivestono significato clinico. Solo in alcuni casi possono
essere associate ad infertilità
Varie
L’ecografia
può rilevare microcristalli
intratesticolari a volte associati ad infertilità così come
anomalie congenite (es. mancanza degli epididimi o di una loro
porzione, cisti del funicolo etc) a volte responsabili di
infertilità. Ruolo fondamentale ha l’ecografia neonatale per la
ricerca di eventuali testicoli ritenuti non ancora discesi nelle
borse. Una precoce diagnosi permetterà un corretto “timing”
chirurgico quando necessario. I testicoli infatti quando non in
sede (lo scroto) sono soggetti a sollecitazioni termiche (aumento
della temperatura) con possibile danneggiamento strutturale e
deviazione tumorale nel corso degli anni.Nella maggioranza dei
casi i testicoli ritenuti sono localizzati nel canale inguinale e
più raramente alla radice della coscia o in cavità addominale.
In questo ultimo caso la evidenziazione ecografica potrà
risultare problematica. Concludendo vorrei precisare che anche se
raramente, un dato organo e quindi anche i didimi e gli epididimi,
potranno presentare infezioni lievi senza alterazioni della
anatomia e della vascolarizzazione, risultando invisibili alle
metodiche per immagini come l’ecografia.
|