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Ecografia-doppler
e color doppler della prostata e delle vescicole seminali
a cura di Domenicantonio
Comparato
La prostata é un
organo esclusivamente maschile. Non raramente però ho avuto
richieste da parte di signore che al momento di prenotare una
visita enfatizzavano l'utilità di un controllo generale, compresa
la prostata. Ad ogni modo é pur vero che "mister"
prostata é un personaggio misterioso che non ama molto farsi
conoscere, incurante degli altri al punto da non prendersela più
di tanto quando qualcuno lo chiama "prostica" o "cròstata".
La sua forma e anche le sue dimensioni sono molto simili a quelle
di una castagna situata dietro il fondo della vescica; in sua
vicinanza ci sono i dotti deferenti e le vescicole
seminali (due strutture, una per lato della lunghezza di pochi
centimetri e di forma allungata) con i quali esiste una
collaborazione importante per la conduzione e la elaborazione
dello sperma.
Come si svolge
l'ecografia
L'esame
dovrà essere condotto, per ottenere il massimo delle
informazioni, sia per via sovrapubica, sia per via
transrettale. E' buona norma presentarsi al medico con una
buona toilette intestinale e con la vescica piena in maniera
tale da percepire lo stimolo minzionale senza però avvertire
dolore. La metodica sovrapubica permette una buona valutazione
delle dimensioni prostatiche, della sua geometria e quantifica il
residuo post minzionale, la quantità cioè di urina che rimane in
vescica dopo lo svuotamento. E' di scarsa utilità per lo studio
della cosiddetta "mantella periferica", parte di
prostata posteriore prospiciente alla parete rettale anteriore,
sede quasi esclusiva del cancro e per una valutazione millimetrica
della struttura prostatica. L'ecografia transrettale,
prevede l'inserimento di una sonda con lo spessore comparabile a
quello di un dito nel retto; al paziente di solito viene chiesto
di assumere il decubito laterale (sdraiato su di un fianco). Il
procedimento può risultare appena fastidioso ma sicuramente
tollerabile, soprattutto se l'inserimento della sonda viene fatto
utilizzando abbondante gel e con le opportune cautele. Le
informazioni ottenute per via transrettale sono però nettamente
superiori, sia per lo studio dei particolari (per esempio é in
grado di riconoscere piccolissimi noduli tumorali indovati
nella già menzionata mantella periferica a volte mal delineabili
per via sovrapubica, di evidenziare noduli di prostatite acuta
e cronica e ancora, di obiettivare la corretta sede di
eventuali calcificazioni per es. lobari, periuretrali, peri
eiaculatorie -la cui identificazione è utilissima per risalire
alla sede di eventuali pregresse infiammazioni,) che per
visualizzare le modificazioni uretrali (in particolare di quel
tratto di uretra che attraversa la prostata, chiamata uretra
prostatica) durante il passaggio dell'urina con minzione in corso
(ecografia menzionale utile per evidenziare piccoli ostacoli al
deflusso o minime distorsioni spaziali dell'uretra non
obiettivabili in condizioni basali, ma a volte responsabili di
sintomatologia). A differenza di quanto si verifica in altri
distretti, la visita prostatica (intesa come palpazione
della ghiandola), potrà risultare molto utile per una corretta
diagnosi e quindi dovrà possibilmente integrare l'ecografia. Il color
doppler visualizza in tempo reale lo scorrimento del sangue
direttamente sovrapposto alla immagine ecografica, mentre il doppler
pulsato con analisi spettrale consente di esaminare la
"forma d'onda" del flusso vascolare stesso, utile per
alcuni orientamenti diagnostici.
Malattie
prostatiche
Mister
prostata potrà facilmente ospitare infiammazioni
spesso difficilmente svelabili, per la presenza di germi
misteriosi e sfuggenti invisibili agli occhi dei "kit"
diagnostici in nostro possesso. Inoltre il signor "prostica"
darà spesso e incoscientemente ausilio a bacilli
di varia provenienza costituendo un vero serbatoio microbico.
Anche e soprattutto soggetti molto giovani potranno presentare
quindi infiammazioni prostatiche (prostatiti). Le cause delle
infezioni sono varie essendo responsabili sia fattori sistemici,
ma soprattutto locali (risalita di germi di vario tipo dalla
uretra). E’ buona regola per tutte o quasi le infiammazioni del
tratto urinario – genitale, controllare ambedue i partners.
Infatti infiammazioni
vaginali
possono causare colonizzazione uretrale e prostatica e viceversa.
Inoltre, a volte, alcune infiammazioni maschili (dell’uretra,
del pene) decorrono con scarsi sintomi, ma sono sufficienti per
causare infiammazioni genitali femminili come conseguenza di un
rapporto. Si viene a creare così una sorta di circolo chiuso con
guarigioni e reinfezioni nel caso in cui non vengano
opportunamente trattati ambedue i componenti della coppia.
I sintomi
delle infezioni prostatiche consisteranno in bruciore, dolore,
senso di fastidio durante la minzione o l'eiaculazione o a volte
semplice pesantezza perineale. A volte potranno mancare segni
specifici. L’ecografia, soprattutto la transrettale, sarà
fondamentale per valutare la struttura della ghiandola a volte
disomogenea in corso di prostatite. Se presenti, saranno visibili
eventuali ascessi
prostatici. Il color doppler potrà evidenziare una
vascolarizzazione variabile per intensità e distribuzione, a
volte aumentata.
Con il passare degli anni le dimensioni ghiandolari prostatiche
spesso aumentano, configurandosi il quadro della
ipertrofia prostatica benigna.Tale condizione è quasi la
regola in soggetti di oltre 60 anni anche se non sempre si
raggiungono volumi prostatici tali da richiedere interventi
specifici.Nella ipertrofia prostatica benigna il
disturbo principale é costituito da minzioni ripetute spesso
notturne con emissione, generalmente, di piccole quantità di
urine ad ogni atto. Nei casi gravi si potrà verificare ritenzione
urinaria completa con fuoriuscita di urina solo a “piccole
gocce”. Altro segno importante, presente nella ipertrofia
prostatica benigna, vorrei farlo raccontare dal
"Gerardo", studente in medicina, che con voce stridula
teneva viva la conversazione nelle attese chiassose prima delle
lezioni. <<Ragazzi ho assistito agli esami di "Pallidino"
(nota: Pallidino é l'aiuto chirurgo che spesso interrogava agli
esami; presentava un pallore cereo). Maremma bonina... E' stato
ganzo! Dracula non c'era (nota: Dracula é il professore titolare
della cattedra di chirurgia; altissimo con il viso affusolato ed i
denti ombreggiati da un labbro superiore sporgente; l'associazione
Dracula-Pallidino, si commenta da sé). Ha chiesto i sintomi della
ipertrofia prostatica; il ragazzo che "c'era" gli
continuava a dire fra l'altro che questi pazienti presentano una
difficoltà nell'urinare con il flusso che esce lentamente... e
lui negava. S'andò avanti dalle dodici fino al "tocco"
con codesti discorsi, finché Pallidino finalmente esclamò
soddisfatto e quasi con un tenue rossore: "e voi volete fare
i medici? ...Si dice che il paziente si urina (a dire il vero il
termine che usò fu un altro…) nelle scarpe…».
Ecograficamente in caso di ipertrofia prostatica si
visualizzeranno eventuali noduli di ipertrofia (che andranno
accuratamente misurati) i quali presentano alla eco aspetto
tipico. Sarà agevole valutare anche la presenza o l’assenza del
cosiddetto “lobo medio” nodulo di ipertrofia situato in sede
mediana, il quale comprimendo il collo vescicale può causare
disturbi alla minzione anche in caso di prostata non globalmente
aumentata di volume e quindi normale alla visita prostatica.
Occorre ricordare che un certo numero di pazienti è affetto dal
cosiddetto “prostatismo”
condizione nella quale sono presenti sintomi prostatici in assenza
di alterazioni prostatiche evidenziabili sia con le metodiche per
immagine che microbiologiche. A volte inoltre un dato organo e
quindi anche la prostata, potrà avere una infiammazione senza che
siano presenti significative alterazioni anatomiche e vascolari e
quindi, questi casi, saranno invisibili alla ecografia e alle
altre metodiche per immagini..
Le cisti prostatiche
sono di vari tipi e relativamente frequenti. Spesso in assenza di
complicanze infettive ed in assenza di notevoli dimensioni o
posizioni particolari, sono asintomatiche. Ecograficamente saranno
perfettamente visibili sotto forma di formazioni di solito
circolari ma anche ovalari, a contenuto liquido o poltaceo (ipoanecogeno).
L’ecografia potrà anche svelare cisti complicate da fenomeni
infiammatori. La degenerazione maligna delle cisti è evento raro.
Concludendo
questa rassegna patologica breve ma pregnante, forse sogno di
molti studenti addormentati sui tavoli accademici di urologia, si
può menzionare il cancro
prostatico. Il cancro prostatico, soprattutto quando di
piccole dimensioni, risulta
essere spesso completamente asintomatico. E’ fondamentale
quindi prevenirlo senza aspettare disturbi urinari o peggio
rettali o generali che quando presenti indicano di solito una
notevole diffusione della neoplasia.Utili per prevenire il cancro
prostatico, oltre all'ecografia transrettale (con eventuale visita
associata), sono il dosaggio della fosfatasi acida prostatica, e
del PSA prostatico libero, totale e del loro rapporto. Tali
indagini andrebbero eseguite dopo i 50 anni almeno ogni anno.
Ecograficamente il nodulo tumorale maligno prostatico si evidenzia
nella maggioranza dei casi come un nodulo
a bassa densità (ipoecogeno) nelle forme inziali, con densità
variabile nelle fasi avanzate, che origina quasi esclusivamente a
carico della parte periferica della ghiandola (mantella
periferica). Potrà essere presente aumento della
vascolarizzazione del nodulo al color doppler, con flussi caotici.
Compito della ecografia sarà anche quello di escludere eventuali
diffusione del tumore verso il retto o verso le vescicole seminali
e strutture adiacenti. Inoltre in caso di noduli sospetti
l’ecografia consentirà di eseguire biopsie mirate sui noduli
stessi.
Vescicole
seminali
Le vescicole
seminali, fondamentali per ottenere la normale costituzione dello
sperma, possono presentare anomalie
congenite (assenza di una delle due ghiandole, malformazioni,
cisti etc), infiammatorie e raramente tumorali. I sintomi delle
forme infiammatorie sono a volte aspecifici ed in parte
sovrapponibili ad alcuni dei segni tipici della prostatite.
L’ecografia (e il color doppler), soprattutto per via
transrettale permette uno studio dettagliato delle vescicole
seminali consentendo una diagnosi agevole e sicura di quasi tutte
le loro patologie.
Per
concludere…..
L'ecografia
rappresenta l'esame
elettivo per la valutazione della prostata potendo svelare con
la metodica transrettale immagini tumorali piccolissime,
permettendo di eseguire successivamente una biopsia ecoguidata.
Esistono purtroppo casi di tumori non visibili, ma che manifestano
la loro presenza con valori anormali del PSA . Per fortuna si
tratta di evenienza relativamente rara. Anche anomalie congenite
della prostata, delle vescicole seminali e dei dotti deferenti
(condizioni associate a volte a sterilità maschile), disegneranno
agevolmente i monitor ecografici e perché no, quelli variopinti
del color doppler.
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